Il nuovo film del regista premio Oscar Jenkins parla dell’amore

Jenkins parla della forza dell'amoreSe la strada potesse parlare, ultimo film del regista premio Oscar Barry Jenkins (Moonlight), parla dell’amore come di un sentimento in grado di annullare ingiustizie e barriere.

Sbucato dal nulla con il suo secondo lungometraggio della carriera (Moonlight), Barry Jenkins ha sbaragliato la concorrenza ed è riuscito ad ottenere un Oscar inatteso per il miglior film del 2017. Un impresa titanica, visto che proprio lo scorso anno si è dovuto confrontare con un mostro sacro come ‘La La Land’, indicato dagli esperti come assoluto favorito alla corsa al premio. Il suo ‘Moonlight’, però, ha conquistato la critica grazie ad una storia potente che parla di ragazzino disadattato per via della sua diversità, la cui famiglia non riesce a dargli il supporto che meriterebbe.

Jenkins e la forza dell’amore nel suo ultimo film

Con il suo ultimo film Jenkins porta su grande schermo un’altra storia drammatica, ambientata in questo caso ad Harlem negli anni ’70, periodo in cui il razzismo dei bianchi nei confronti degli afroamericani ha portato ad uno scontro civile. Se sullo sfondo (così come nel libro di cui è trasposizione cinematografiaca) ‘Se la strada potesse parlare‘, ci induce a riflettere sulle tematiche sociali di quel periodo, mostrando uno spaccato della vita e delle lotte per i diritti degli afroamericani, in primo piano c’è la storia d’amore tra Tish e Fonny. Proprio l’amore tra i due e l’amore della famiglia di lei sono il motore della storia: Fonny viene ingiustamente accusato di omicidio e arrestato, Tish (che nel frattempo scopre di essere incinta) e la famiglia lottano per dimostrare l’innocenza del ragazzo ed alla fine riescono a scagionarlo.

Il regista stesso sottolinea come l’amore, per il fidanzato, il figlio, la famiglia e la propria razza di appartenenza sia il vero protagonista del film, così come della vita fuori dallo schermo: “L’amore e l’accoglienza verso questo bambino che deve nascere, dipende anche dal fatto che in quanto nero sarà in pericolo, dovrà combattere, c’è insomma anche un istinto protettivo verso di lui da parte di tutta la famiglia. Una cosa tipica nelle famiglie dei neri d’America”.

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Luca Scapatello