A fine giornata, recitiamo la preghiera della sera per chiedere al Padre di restare saldi nella fede e consegnare con fiducia la nostra vita nelle Sue mani, certi che ci libererà da ogni male e ci donerà la vera pace.
Preghiera della sera, 31 Marzo 2026: “Rinsaldami nello Spirito Santo” – lalucedimaria.it
Assisteteci, Angeli delle nostre famiglie, Angeli dei nostri figli, Angelo della nostra parrocchia, Angelo della nostra città, Angelo del nostro paese, Angeli della Chiesa, Angeli dell’universo.
Rivolgiamoci al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo per chiedere grazie per tutto ciò abbiamo ricevuto e fatto in questa nostra giornata che giunge al termine. Eleviamo questa semplice orazione perché la notte che si apre dinanzi a noi trascorra serenamente e con un riposo tranquillo.
Preghiera della sera, 31 Marzo 2026: rafforza il mio Spirito
Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
In questa notte, o Padre, non lasciare che siamo tentati, se il maligno dovesse attaccarci. Rendici saldi e armati di fede e della forza dello Spirito Santo. Salvaci, Padre, da ogni male, in questi tempi cattivi. Donaci una fine beata, e liberaci dalla morte eterna; prendi la nostra vita fra le tue mani, così che possiamo vivere felici con te per sempre, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Altre preghiere per concludere bene la giornata
Al termine rivolgiamoci con fiducia al nostro Angelo Custode ed a quello dei nostri cari. Lui è il nostro tramite con il Padre. Facciamolo con questa invocazione e con le altre preghiere che possiamo recitare prima di coricarci.
O Angelo Santo, che per infinita bontà di Dio sei chiamato a custodirmi, assistimi nei bisogni, consolami nelle mie afflizioni, difendimi dai nemici, allontanami dalle occasioni di peccato, fa’ che io sia docile, obbediente alle tue ispirazioni, proteggimi particolarmente nell’ora della mia morte e non mi abbandonare, fino a che non mi abbia guidato al mio celeste soggiorno in Paradiso. Amen.
Padre, Ave e Gloria.
O Signore, donaci una notte serena e un riposo tranquillo.
Preghiera della sera del Martedì Santo
Dopo aver meditato sul suo silenzio, vorrei oggi contemplare il suo sguardo.
Lo sguardo rivolto sulla folla stanca o sui discepoli stanchi.
Egli non era stanco ma viveva della stanchezza degli altri.
Si preoccupò di dare da mangiare e di farli riposare.
Penso al suo sguardo sulla folla che lo ascoltava, entusiasta,
mentre li vedeva allontanarsi da quel monte come pecore senza pastore,
abbandonate al rischio dei falsi profeti.
Penso al suo sguardo quando si alzò da terra,
dove si era prostrato in preghiera,
e andò verso i discepoli ai quali aveva chiesto di pregare e li trovò addormentati.
Sguardi sofferenti, non tristi.
La tristezza non si addice a Dio, come non si addice la sofferenza.
Ma Egli, Gesù, aveva il suo sguardo sofferente
perché vedeva che quegli uomini tornavano a casa senza essersi sufficientemente ristorati alla sua mensa.
Rivedo e ripenso al grande sguardo di amore
che egli rivolse alla Madre che stava presso la sua croce.
Lo aveva seguito durante tutto il suo viaggio.
Né in lui né nella Madre ci fu sguardo di sgomento o di sfiducia.
Ci fu sguardo di amore, di condivisione piena, di compartecipazione.
Quando c’è un ideale che spinge all’azione la sofferenza non ha senso.
Quando poi si associa uno che condivide la sofferenza riparatrice,
lo sguardo si allarga e va ad abbracciare tutti, anche i più lontani.
Dall’alto della Croce, Egli guardò, con amore, l’universo intero,
quell’universo che poi affidò al cuore della Madre.







