La Madonna della Fortuna può intercedere per noi. Ma perché viene chiamata così? Recitiamo questa preghiera a Maria sperando che conduca le nostre sorti.
Il termine “fortuna” deriva dal latino “fors”, che significa “sorte”, ed è legato al verbo “portare”. Quindi fortuna significherebbe letteralmente “che porta la sorte”. E chi è che porta la nostra sorte più di tutto se non lo sguardo di Dio su di noi e l’intercessione sempre presente della nostra Mamma Celeste?
La devozione alla Madonna della Fortuna nacque a Genova, quando il 17 gennaio 1636, durante una tempesta detta anche “fortunale” che distrusse tante navi, dall’acqua emerse resistendo ai flutti una statua della Vergine col Bambino, un manto azzurro ed un Rosario: era la polena di una nave irlandese che si trovava ancorata al porto.
La statua fu riposta e presto dimenticata per molto tempo. Fino a che, lunghi anni dopo, una bambina precipitò nel vuoto dall’edificio dove era conservata in un magazzino proprio quella statua che divenne la “Madonna della Fortuna”. La bimba raccontò di essere stata salvata per miracolo proprio da una Signora con una veste azzurra, uscita da quel ripostiglio.
Il titolo di Madonna della Fortuna lo si fa risalire quindi sia alla buona sorte, e sia al fatto che resistette indenne alla forza di un fortunale, un vento fortissimo con mare forza dieci.
Recitiamo quindi questa preghiera alla Madonna della Fortuna, che possa aiutarci sempre nelle nostre vicissitudini e condurre le nostre sorti in salvo, perché tutti abbiamo bisogno di questa particolare “fortuna”.
Ricordati, o pietosissima Vergine,
Nostra Signora della Fortuna,
non essersi mai udito al mondo che alcuno abbia ricorso al Tuo patrocinio,
implorato il Tuo aiuto,
chiesto la Tua protezione e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza,
a Te ricorro o Madre, Vergine delle vergini,
a Te vengo e peccatore contrito innanzi a Te mi prostro.
Non volere o Madre del Verbo disprezzar le mie preghiere,
ma ascoltami propizia ed esaudiscimi. Amen.
Regina della Fortuna, prega per noi (3 volte).
Amen.
(Elisa Pallotta)
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