Preghiera al Corpus Domini per chiedere una grazia speciale

Il Corpo e il Sangue di Gesù siano per noi sempre fonte di lode e la forza per andare avanti, e pegno certo di salvezza.

In questo giorno festeggiamo Gesù che si fa pane e si fa vino per noi: il suo Corpo e Sangue diventano celeste e indispensabile nutrimento per arrivare al Cielo.

Oggi è la festa dell’Eucaristia: è importante anche ricordare che oggi si festeggiano sia il Corpo che il Sangue di Gesù Cristo, che egli ha donato per noi sulla Croce. Si legge infatti nel Martirologio Romano che il Corpus Domini è la “Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: con il suo sacro nutrimento egli offre rimedio di immortalità e pegno di risurrezione.

Dice Gesù: “In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Gv 6, 53-54).

Sempre forti di questa certezza, celebriamo oggi con ancor più viva lode questo giorno speciale, adorando Gesù sacramentato, ringraziandolo per questo dono immenso che è la Santissima Eucaristia. Essa è il miracolo più potente, rimasto con noi ogni giorno nella storia, che ci consente di arrivare sani e salvi verso Dio, nel cammino della vita.

Preghiera per la Festa del Corpus Domini

Signore Gesù, Tu sei il Pane vivo, Tu sei il pane di Dio, Tu sei il Pane disceso dal cielo, Tu sei il Pane per essere mio cibo. Quando mi accosto a Te nella comunione, fa’ che comprenda la profondità di questo mistero!

Tu sei sempre pronto ad incontrarmi: fa’ che io cammini verso di Te, fa’ che io permetta di essere attratto da Te. Fa’ che ci sia sempre in me un’assoluta disponibilità, perché Tu possa travolgermi con la forza del tuo amore, e da questo mondo condurmi al Padre.

Quando vieni a me nella comunione, illuminami per capire che mi sto sottomettendo alla tua azione divina. Donami la capacità di scoprire di essere faccia a faccia con il mistero del tuo amore per me. Fammi comprendere la tua chiamata, quella vocazione personale, ineffabile e misteriosa, a divenire una “cosa sola con Te e il Padre”.

Radica in me la convinzione di appartenere a Te, di essere tuo possesso. Conferma in me il tuo dono, il dono completo di Te stesso a me! Si, o Signore, voglio appartenere a Te, così da poter dire con l’apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.

Elisa Pallotta

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