PREGHIERA A SAN MICHELE ARCANGELO
O benefico Principe degli Angeli, glorioso San Michele, alla tua carità ricorro, miserabile peccatore, ed il tuo potente aiuto imploro per salvare l’anima mia. Prega per me, soccorrimi in vita e specialmente in morte, donandomi forza a vincere il demonio. Sii mio avvocato nel giudizio finale perché possa con te giungere alla corona di gloria e lodare Dio in eterno. Amen
APPARIZIONE DI S. MICHELE A S. EUDOCIA
La potenza di S. Michele Arcangelo risplendette nella conversione di S. Eudocia, la quale, da grande peccatrice, diventò una martire di Gesù Cristo, sotto il Regno dell’Imperatore Traiano.
Originaria della Samaria, essa venne ad abitare in Eliopoli non ad altro fine, che per vivere con maggiore libertà nelle sue dissolutezze. Convertita per opera del Monaco S. Germano, e distribuite ai poveri le grandi ricchezze, acquistate con la sua tremenda vita, diede la libertà ai suoi schiavi e, prima di ricevere il battesimo, trascorse sette giorni in una camera, digiunando e pregando senza vedere nessuno, come le aveva ordinato il S. Monaco.
Essendo venuto poi a trovarla, lei appena lo vide, subito gli disse: « Ringraziate Dio, mio Padre, delle grazie che si è compiaciuto di fare a me, benchè io ne sia indegna. Ho passato sei giorni nel mio ritiro a piangere i miei peccati, e a compiere con esattezza tutti gli esercizi che mi avete prescritti. Nel settimo giorno, essendo prostrata con la faccia a terra, mi son veduta ad un tratto circondata da una gran luce che mi abbagliava. Ho veduto nello stesso tempo un giovane vestito di bianco dall’aria serena, che, prendendomi per la mano, mi ha innalzata fino al cielo, dove mi è sembrato di vedere una folla di persone vestite come lui, e mostrando grande gioia nel vedermi, si rallegrarono con me, perchè un giorno avrei avuta parte alla medesima gloria. Mentre ero in questa visione, vidi un mostro orribile, il quale si lagnava, con Dio per mezzo di urli orrendi, perchè gli veniva rapita una preda, che per tanti titoli era sua. Allora una voce venuta dal cielo lo mise in fuga, dicendo che piace alla bontà infinita di Dio di aver pietà dei peccatori che fanno penitenza; e la stessa voce, facendomi sperare una particolare protezione per il resto della mia vita, ha ordinato al mio Condottiero, che ho inteso essere l’Arcangelo S. Michele, di farmi ritornare nel luogo nel quale io sono».
E di fatti questa nuova Samaritana fu così validamente protetta da S. Michele, che dopo una vita penitente e santa, accompagnata da tanti miracoli e stupende conversioni, potè morire martire il 1° marzo dell’anno 114.
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