Preghiera a Maria, 23 aprile. L’incontro con una donna misteriosa, cambierà la sua vita per sempre

Per un uomo originario di Terlizzi, paese in provincia di Bari, quella che poteva sembrare una giornata di lavoro ordinario, sarà invece segnata da un incontro speciale che cambierà completamente la sua esistenza.

La storia è straordinaria, una luce nell’oscurità illumina per sempre la vita di un uomo e della cittadina in cui vive.

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Preghiera a Maria, 23 aprile. Madonna-di-Terlizzi. (Photo web source)

Siamo nella cittadina di Terlizzi in Puglia, la storia di questo pastore è nota ma le cronache non riferiscono con precisione quando sia avvenuta.

Un pastore porta al pascolo le sue pecore come ogni giorno. Tutto procede tranquillo, quando si rende conto di aver smarrito una di loro. come ogni buon pastore si mette in cerca della pecora smarrita e la ritrova poco distante con una delle zampette incastrata in una fenditura. Non accade spesso ma chiaramente può succedere. Quello che assolutamente insolito è ciò che l’uomo vede quando libera la sua pecora.

L’uomo con delicatezza aiuta la pecora a liberarsi, ma come esce la zampa così si accorge che da quella fenditura emana una luce insolita. L’uomo è così incuriosito che non indugia un attimo e inizia a scavare per capire da deve si origini tanta luce. Scavando si dischiude davanti a lui una vera e propria grotta. La curiosità è ancora più forte, vi scende e scopre cosa contiene.

Il dipinto nel cuore dell’oscurità

Scende nella grotta e vede che al centro c’è un dipinto della Madonna, molto particolare. La luce viene proprio da lì. Il pastore prova sentimenti contrastanti è entusiasta ma allo stesso tempo perplesso. Tante domande gli vengono in mente. Chi ha messo li quel quadro? Come fa ad emanare luce? Ora cosa deve fare? Tuttavia è incantato dalla bellezza del quadro.

È un capolavoro dell’arte bizantina e c’è un altro particolare insolito. Davanti al dipinto c’è una lampada che arde. L’uomo esce dalla grotta e annunzia ai suoi compaesani quanto è accaduto. In tanti accorrono e constatano la presenza della grotta, del dipinto e della lampada. Ma a chi appartiene tutto questo? La grotta si trova al confine tra due frazioni, Terlizzi e Soverato. Non sapendo chi sia il proprietario del dipinto inizialmente si decide di titolarlo come Madonna di Soverato ma la contesa resta.

La contesa affidata a Dio

Capire a chi appartiene il dipinto avrebbe significato decidere la sua destinazione. Gli abitanti di ciascuna frazione lo reclamano per sé. Allora si affida la questione al giudizio di Dio. Si lega il dipinto a due tori, nella direzione in cui sarebbero andati, quella sarebbe stata la destinazione voluta da Dio e dalla Madonna. Ebbene, gli animali optano per Terlizzi così la Madonna è ribattezzata Madonna di Terlizzi.

Processione Madonna di Terlizzi.
Processione Madonna di Terlizzi (Photo web source)

In realtà non c’è rivalità tra i due comuni, i fedeli si spostano serenamente e si pensa di dar vita a una processione del dipinto della Madonna da Terlizzi a Soverato che col tempo è diventata una tradizione, in segno di comunione tra le due cittadine. La cosa più bella è il flusso di pellegrini, le devote preghiere e le grazie che piovono copiose dal momento del ritrovamento.

Preghiera alla Madonna di Terlizzi

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. O gloriosa Vergine Maria, madre e deco­ro del monte Carmelo che la tua bontà ha scelto come luogo di tua particolare benevolenza, in questo giorno solenne che ricorda la tua materna tenerezza per chi piamente indossa il santo Scapolare, innalziamo a te le più ardenti preghiere, e con confidenza di figli imploriamo il tuo patrocinio. Vedi, o Vergine santissima, quanti peri­coli temporali e spirituali da ogni parte ci stringono: ti prenda pietà di noi. Il titolo col quale oggi ti celebriamo ri­chiama il luogo scelto da Dio per ricon­ciliarsi con il suo popolo quando questo, pentito, volle ritornare a lui. 

Dal Carme­lo infatti salì per mano del profeta Elia il sacrificio che dopo lunga siccità otten­ne la pioggia ristoratrice, segno della re­stituita benevolenza di Dio: la preannun­ciò con gioia il santo profeta quando eb­be visto levarsi dal mare una bianca nu­voletta che in breve ricoprì il cielo. In quella nuvoletta, o Vergine immacolata, i tuoi figli carmelitani hanno ravvisato te, sorta immacolata dal mare dell’uma­nità peccatrice e che nel Cristo ci hai da­to l’abbondanza di ogni bene. In questo giorno solenne sii per noi nuova sorgen­te di grazie e di benedizioni. Salve, Regina…

Per dimostrarci ancor più il tuo affetto, o madre nostra amorosissima, tu rico­nosci come simbolo della nostra devo­zione filiale l’abitino che piamente por­tiamo in tuo onore e che tu consideri co­me tua veste e segno della tua bene­volenza. Grazie, o Maria per il tuo Scapolare. Quante volte, però, ne abbiam fatto poco conto; quante volte abbiam portato indegnamente quell’abito che doveva es­sere per noi simbolo e richiamo alle tue virtù! 

Ma tu perdonaci, o madre nostra amabi­le e paziente! E fa’ che il tuo santo Sca­polare ci sia difesa contro i nemici del­l’anima, richiamandoci il pensiero di te, e del tuo amore, nel momento della ten­tazione e del pericolo. O madre nostra dolcissima, in questo giorno che ricorda la tua continua bon­tà verso di noi che viviamo la spirituali­tà del Carmelo, commossi e fidenti ti ri­petiamo la preghiera che da secoli ti ri­volge l’Ordine a te consacrato: Fiore del Carmelo, vite prodigiosa, splendore del cielo: Vergine Madre, mite e dolce, pro­teggi noi tuoi figli che ci proponiamo di salire con te il mistico monte della vir­tù, per giungere con te alla beatitudine eterna!Salve, Regina…

Ed ora benedici tutti, o madre della Chie­sa, decoro del Carmelo… Sii con noi nella gioia e nella tristezza, in vita e in morte: e l’inno di ringraziamento e di lode che innalziamo in terra, ci sia concesso, per la tua intercessione, di pro­seguirlo in cielo a te e al Figlio tuo Ge­sù, che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen

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