Preghiamo Gesù Cristo nostro Salvatore, per la guarigione fisica

Gesù Cristo è il nostro Salvatore, cioè colui che ci salva. E non protegge solo la nostra anima, preservandola per l’eternità dalla morte, ma si prende cura anche del nostro corpo.

Ci sono molti passi del Vangelo che descrivono le guarigioni fisiche operate da Gesù a persone che, con fede viva e pienamente espressa, gli si avvicinavano.

A nessuno di loro Gesù negò la cessazione delle sofferenze.

“Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: “Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio.”. Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i discepoli gli si accostarono implorando: “Esaudiscila, vedi come ci grida dietro.”. Ma egli rispose: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele.”.

Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: “Signore, aiutami!”. Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini.”. “E’ vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni.”. Allora Gesù le replicò: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri.”. E da quell’istante sua figlia fu guarita.” (Matteo 15, 22-28).

Il brano in questione, non solo è emblematico delle guarigioni elargite da Gesù, ma è commovente per come, nella sofferenza estrema, ma con una fede ferrata, la Cananea riesce a convincerlo.

Gesù, evidentemente, la metteva alla prova, per farle esprimere come e quanto lei volesse, con tutto il cuore, quella guarigione per sua figlia, dimostrando di meritarla per la sua fermezza: credeva, infatti, realmente che Gesù fosse in grado di risanare la sua bambina!

Come i cagnolini affamati si accontentano delle briciole, lei si sarebbe accontentata di poca grazia, purché venisse dal Signore.

A volte, quando viene predicato dagli altari, forse in un linguaggio non molto semplice, il Vangelo (come il resto delle Sacre Scritture) ci sembra anacronistico e lontano dal nostro vissuto, ma, ad un più attento esame, ci si accorge che quei brani parlano proprio di ognuno di noi.

E nella Cananea, nel lebbroso guarito, nel ceco risanato, come del figlio prodigo ci si può riconoscere facilmente, quando con umiltà ci si pone dell’atteggiamento di ascolto della voce di Dio e gli si domanda di guarirci davvero.

 

Signore Gesù, ti adoro e ti ringrazio per la fede che mi hai dato nel battesimo. 

Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, tu sei il Messia Salvatore.

In questo momento voglio dirti come Pietro: “Non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale possiamo essere salvati”.  

Ti accetto, Signore Gesù, nel mio cuore e nella mia vita: voglio che tu ne sia l’assoluto Signore.   Perdona i miei peccati, come hai perdonato i peccati del paralitico del Vangelo.

Purificami con il tuo sangue divino. Io metto ai tuoi piedi la mia sofferenza e la mia malattia. Guariscimi, Signore, per il potere delle tue piaghe gloriose, per la tua croce, per il tuo Preziosissimo Sangue.  

Tu sei il buon Pastore e io sono una delle pecore del tuo ovile: abbi compassione di me.  

Tu sei il Gesù che ha detto: “Chiedete e vi sarà dato”.

Signore, il popolo della Galilea veniva a deporre i propri malati ai tuoi piedi e tu li guarivi.   Tu sei sempre lo stesso, tu hai sempre la stessa potenza.

Io credo che tu puoi guarirmi perché hai la medesima compassione che avevi per i malati che incontravi, perché tu sei la risurrezione e la vita.