Ecco chi pregare in caso di terremoto, invocando la sua protezione

 

 

L’icona conservata nel santuario parrocchiale di Campitelli e il suo legame inscindibile con Roma. Il voto solenne per lo scampato pericolo dal sisma del 1703

La paura per le recenti scosse sismiche e la gravità degli eventi che si susseguono in Italia centrale e nella stessa città di Roma, spingono al solidale intervento, e alla supplica perché il Signore liberi dal terremoto. Il santuario parrocchiale di Campitelli ha visto nei secoli passati situazioni simili dove non è mancata l’intercessione materna di Santa Maria in Portico. Antiche memorie s’incontrano con l’attualità. Un terribile sciame sismico sconvolse l’Urbe nel gennaio del 1703 distruggendo l’Aquila e minacciando la stessa cupola di San Pietro a Roma. Questo grave pericolo vide il popolo romano supplicante davanti all’icona della Madre di Dio, invocata da secoli quale particolare protettrice della Città con il titolo di Romanae Portus Securitatis. La memoria di antichi benefici già concessi per intercessione di Maria, come la liberazione dalla peste nel 1656, durante la quale Roma rimase miracolosamente illesa, favorì il nuovo ricorso alla Vergine.

Già nel 1662 era stato edificato per volere del popolo e del Papa Alessandro VII l’attuale santuario opera di Rainaldi, dove è conservata la preziosa icona venerata nell’antico rione di Campitelli fin dal VI secolo. Ma veniamo ai fatti. La mattina del 2 febbraio 1703, il Senato romano volle ringraziare la Vergine per lo scampato pericolo dal violentissimo terremoto che coinvolse Roma e gran parte degli stati pontifici. Si stabilì con voto solenne che la Città avrebbe digiunato per cento anni ogni 1° febbraio, vigilia della festa della Presentazione al tempio e della Purificazione di Maria. Il voto venne immediatamente ratificato dal Papa Clemente XI che, recatosi nel santuario di Campitelli intonò il Te Deum di ringraziamento. L’impegno fu rinnovato e confermato in modo perpetuo dal papa Pio VII nel 1802. Una targa posta in Campidoglio ricorda il singolare evento. Lo stesso Senato Romano stabilì che ogni sabato per un anno intero sarebbe intervenuto nel santuario al canto solenne delle litanie.

La Comunità di Campitelli erede di queste antiche memorie, rinnova ogni anno il 2 febbraio, durante la luminosa liturgia della Presentazione al Tempio, il ringraziamento al Signore, unendosi alla voce e alla devozione di tanti fedeli che da secoli hanno onorato e supplicano ancora oggi la Madre di Dio. (p. Davide Carbonaro, parroco di Santa Maria in Portico in Campitelli)