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Il pianeta soccombe: dal fenomeno Greta a Papa Francesco

L’ambiente: un tema caro a tutti, dalla giovane Greta a Papa Francesco

Ma davvero siamo così preoccupati per il nostro pianeta?

E’ l’intero pianeta che sta per soccombere, o dovremmo iniziare dalle cose a noi più vicine per poterlo, poi, salvare?

Il fenomeno Greta

C’è chi vede la piccola Greta come un fenomeno che serva solo a smuovere le coscienze dei più giovani; c’è chi invece la vede come una simil guru che, invece, strumentalizza tutti, come se nessuno al mondo fosse capace di essere ecologista; c’è chi invece parte ancora più dal basso, per capire da dove ha inizio il problema.

Il nostro pianeta: è davvero uno solo, e di questo ne siamo consapevoli. Ma a quanto pare c’è qualcuno che ci ha presi forse per stupidi, come se non ci fossimo mai accorti né della Terra dei Fuochi, né dei cambiamenti climatici, né tantomeno fossimo capaci di fare la raccolta differenziata nelle nostre case, città, scuole, paesi.

Impedire ai paesi di svilupparsi?

Greta ci ha smosso le coscienze, a non è che fino ad ora siamo stati fermi. Certo: non si può dire a paesi come Brasile, India e Cina: “Non andate avanti con il vostro progresso industriale, perché a causa del vostro inquinamento, il pianeta sta per soccombere”. Perché, dall’altro lato, giustamente, loro potrebbero dirci: “Ma voi in questi ultimi secoli cosa avete fatto? Voi lo avete iniziato ad uccidere, ma vi siete sviluppati. Ora perché dovete a noi impedirlo?”. E si creerebbe una rotatoria di insulti (benevoli e non…si intende) senza fine, senza mai riuscirne a venire a capo.

E allora che fare? Quello che ha fatto Greta: iniziare ad interessarsi alla cosa, ma con serietà. Manifestazioni, corte, il #FridayForFuture possono essere un inizio, ma bisogna passare ad azioni più concrete. I tanti comuni che iniziano a dichiararsi “Plastic Free” (vedi ad esempio, solo per citarne alcuni, Ischia e Napoli)…fino ad arrivare a Papa Francesco che ha scritto un’enciclica sul creato, la “Laudato sii”.

Fare cose più in grande è giusto, si deve fare, è essenziale, altrimenti saremmo tutti chiusi nel nostro piccolo cubicolo, porteremo i paraocchi equini e non vedremo mai al di là del nostro naso. Ma…che sia giusto preoccuparsi delle isole di plastica che si creano negli oceani, di balene e tartarughe che muoiono perché ingeriscono plastica…scendiamo un po’ più vicino a noi.

Le zone inquinate d’Italia

La Terra dei Fuochi in Campania: migliaia di rifiuti tossici interrati dalla camorra che distrugge il suo stesso territorio. Il Comune di Roma: strade invase dai rifiuti. L’Italia del Nord: gli incendi di alcuni stabilimenti o discariche per il trattamento dei rifiuti.

E ci siamo fermati solo all’Italia…ma siamo proprio sicuri che lo scempio ambientale sia solo nelle acque degli oceani? In realtà, se ci pensiamo bene, il problema è proprio fuori la nostra porta, anzi già nelle nostre case. Pensiamo che è solo da qualche anno che, effettivamente, nelle scuole di ogni ordine e grado, si insegna ai ragazzi a fare la raccolta differenziata, a separare i rifiuti, nella speranza che loro, essendo le generazioni del futuro, capiscano e rispettino l’ambiente. Ma quanti sono i genitori di questi ragazzi che, se ad esempio fumano, gettano il mozzicone della sigaretta dal finestrino dell’auto, se mangiano una caramella gettano l’involucro in terra e così via?

In parte dobbiamo ringraziarla Greta: a soli 15 anni è riuscita a fare quello che la coscienza di ognuno di noi dovrebbe aver già inculcato al suo interno: “rispetta l’ambiente come se fosse casa tua”.

Il monito di Papa Francesco

Papa Francesco ci ha più volte rammentato che “Dio ci ha donato la terra e noi, oltra a sfruttarla per il nostro sostentamento, dobbiamo in primis rispettarla”.

Allora domandiamoci: io personalmente cosa faccio? E’ l’intero pianeta che si sta distruggendo, o siamo noi che, dal nostro piccolo territorio, che man mano stiamo distruggendo tutto il pianeta? La sentenza ai posteri…o alle nostre singole coscienze?

ROSALIA GIGLIANO

Rosalia Gigliano

Scritto da
Rosalia Gigliano

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