Erano persi alla vita ora vivono con Dio nel cuore

 

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Delle tante testimonianze portate da Medjugorje emerge come il viaggio verso quel paese rappresenti un punto di svolta . Non importa il background precedente ne le convinzioni ideologiche, qualcosa di sovrannaturale discende dentro ogni pellegrino e lo porta a cambiare radicalmente vita.

 

Seppure le sensazioni legate a questo radicale cambiamento siano qualcosa di estremamente personale e difficilmente comunicabili, quello che emerge con chiarezza è che una sensazione di pace mai provata prima entra in tutti i pellegrini regalandogli la fede o rinnovandola con impensabile vigore.

 

L’esempio forse più lampante di questo accadimento inspiegabile è rappresentato dai ragazzi che arrivano li con problemi esistenziali, con vite sospese tra questo mondo e l’altro. Queste pecore smarrite portano in dote un carico di dubbi ed incertezze, le risposte le hanno sempre cercate nel materiale e non trovandole si sono rifugiati nella droga (un morbo che li ha consumati rendendoli dipendenti dall’auto distruzione) arrivando a toccare il fondo e a cercare di porre fine alle proprie sofferenze.

 

Qualche tempo fa ‘Radio Maria’ ha raggiunto una comunità di fedeli che si occupa di questi bisognosi, durante l’intervista ha preso parola Stefano (ragazzo afflitto da problemi di droga che è rimasto a Medjugorje per aiutare chi come lui è caduto nel baratro dell’assuefazione), il suo, più che una descrizione della comunità, è un flusso di coscienza, l’esplosione di emozioni che le parole difficilmente racchiudono, ma proprio per questo il suo messaggio ha un significato ancora maggiore. Stefano comincia così: ”Vogliamo essere qui come presenza di tutti i ragazzi che stanno gridando alla vita, però in un modo sbagliato, cercandola nella morte. Vogliamo mettere tutte le nel cuore dei giovani: di chi è disperato, di chi sta morendo, di chi è in un letto di ospedale con l’AIDS…Non siamo qui a fare gli eroi, ma perché Maria ci dice che da dieci anni è con noi, e se è con noi Maria, non dobbiamo temere”.

 

Come si può notare dal calore con cui manda il messaggio di aiuto, dieci anni in comunità non hanno fiaccato il desiderio di fare del bene, il segreto di questa passione è senza dubbio Maria. L’amore incondizionato che lei riversa sui propri fedeli non fa temere le difficoltà, non fa pesare gli stenti, l’importante, in quel contesto, è aiutare e non importa se per farlo bisogna affrontare rinunce: “Tempo fa è venuto un freddo pazzesco. Noi siamo qui dall’estate con tutta roba estiva, senza giubbotti, senza niente. Siamo stati due giorni a battere i denti, pero il giorno dopo da Torino ci hanno portato i giubbotti… Ma i pensieri ci attanagliano ancora: con questo freddo non si può costruire, non si riesce a far niente. Ma mentre dubiti, Lei ti dice: no, devi andare avanti. E giù che arriva tantissima provvidenza: latte, carne, pasta, piselli. Non e una cosa magica, ma è un Dio concreto che si preoccupa di noi”.

 

Se la pace interiore è dentro di te, nulla è impossibile, nulla è troppo pesante. Stefano aggiunge che abbandonarsi al volere di Dio ti consegna una pace che nessuna cosa terrena può donarti, quando sei in pace tutto il resto perde significato, quindi, non avere fissa dimora, non potersi permettere cibo raffinato o abiti costosi non conta. Da ex drogato, pensa con tristezza ai periodi precedenti, pensa a quanto tempo ha trascorso vivendo nel buio, in quel periodo, infatti, Dio non gli aveva voltato le spalle ma era stato lui ad aver abbandonato il percorso giusto e non poteva capire di essere in errore perché era circondato dall’oscurità. Per questo invita chi come lui si è perso ad intraprendere un viaggio a Medjugorje, a fare richiesta alla comunità per un aiuto, perché Dio, Cristo e la Madonna sono sempre pronti ad accoglierti e quando finalmente anche tu sarai disposto ad accogliere loro la tua vita cambierà radicalmente.