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Perchè Torino è la città di satana.

 

C’è una città in Italia che possa essere definita la città del diavolo? Sembrerebbe una domanda priva di senso, ma in realtà il covo di satana esiste ed è storicamente indicato a Torino. Le ragioni di questa etichetta sono sia storiche che fantastiche, le più comuni sono tre e proveremo ad illustrarvele in dettaglio.

 

La prima ragione è quella storica: tra il 1850 ed il 1870 il regno sabaudo ha incoraggiato le arti magiche ed i culti oscuri per alimentare la sua guerra al potere temporale della Chiesa di Roma. In quegli anni Torino è stata sede di movimenti religiosi occulti, satanisti, e culti magici come nessun’altra città in Europa. Conquistato il Vaticano, il giorno della Breccia di Porta Pia, l’ausilio di questi pseudo credi non è stato più necessario ed il neo Regno d’Italia ha cominciato una repressione che è stato simbolizzata dal processo alle “Sonnambule”. Queste donne altro non erano che soggetti suggestionabili le quali, mentre erano sopite o ipnotizzate da alcuni loschi soggetti chiamati “Magnetizzatori”, compivano atti di cui al risveglio non ricordavano.

 

Un secondo periodo di diffusione parte nel 1968, anno delle contestazioni dei lavoratori e studentesche che hanno portato al riconoscimento di diversi diritti civili. All’interno di questa atmosfera, si trovavano anche diversi atei ed osservatori dell’occulto (delle vere e proprie massonerie dell’occulto) che seguendo l’esempio della Chiesa di Satana Californiana hanno deciso di fondarne una gemella a Torino. Un secondo gruppo si satanisti si è affacciato in quel periodo, questi, convinti di aver ricevuto una benedizione dallo scrittore e sedicente messaggero di satana, Claude Seignole (autore del Libro “Il Vangelo di Satana”), hanno creato uno scisma all’interno del culto: i riti erano simili, solo che i seguaci di Seignole li praticavano all’aperto e differivano nelle finalità. Per fortuna nessuno dei due culti ebbe grosso successo, ma negli anni diverse messe nere sono state segnalate nel capoluogo piemontese.

 

La seconda ragione che ha assegnato a Torino l’etichetta di città di Satana risiede nella leggenda e riguarda quelli che vengono chiamati triangoli magici. Questa teoria ci spiega che Torino è al vertice di due triangoli: uno di magia bianca formato con Ginevra e Lione, ed un altro di magia nera  composto con Londra e Praga. I sostenitori di questa teoria reputano che la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Torino e Lione non sia un caso. Le motivazioni che inducono a credere a questo triangolo bianco sono molteplici, noi vi citiamo le due più comuni: innanzi tutto le tre città sono rappresentative di tre costellazioni (Torino quella del Toro, Lione quella del Leone, e Ginevra quella della Vergine), poi c’è la collocazione di tutte e tre le città nel mezzo di due fiumi, questo simbolicamente rappresenta la contrapposizione dicotomica tra Sole e Luna, Uomo e Donna, che rappresenta le nozze mistiche.

 

Infine c’è il portone del diavolo, altrimenti detto portone di Palazzo Trucchi di Levaldigi. Il portone è stato costruito nel 1675 a Parigi, su richiesta del Conte Trucchi di Levandigi. Si tratta di un lavoro di eccellente fattura, finemente intarsiato con disegni floreali, di frutta ed animali (che rappresentano la natura ed il benessere) è nota sopratutto per le maniglie in cui è raffigurato il diavolo in persona che scruta i passanti e dalla cui bocca partono due serpenti che si congiungono per creare il batacchio da utilizzare per bussare. La legenda vuole che in realtà il portone sia comparso dal nulla durante una notte: quella sera un apprendista stregone si esercitava nell’invocazione di Satana, ma questo annoiato dalla sua richiesta lo ha confinato all’interno del portone per l’eternità.

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