Perchè tanto timore di fronte alla scelta del matrimonio?

Anche dinnanzi a una pandemia e a vari sconvolgimenti epocali, la famiglia rimane sempre, essa stessa, una “buona notizia”.

È a questo scopo che papa Francesco, lo scorso 27 dicembre, aveva indetto l’Anno “Famiglia Amoris Laetitia”.

Un anno nel segno di San Giuseppe

Questo anno speciale, prenderà il via domani, solennità di San Giuseppe, e si concluderà nel giugno 2022. “Proprio in questo particolare tempo di smarrimento, noi cristiani siamo chiamati ad essere testimoni di speranza”, ha dichiarato il cardinale Kevin J. Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento.

Richiamandosi ai contenuti dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia e all’anno ad essa dedicato, il porporato ha ricordato: “Il disegno di Dio sulla famiglia è fonte di gioia e di speranza; è davvero una buona notizia!”.

L’anno speciale dedicato alla famiglia inizierà, infatti, il 19 marzo 2021, quinto anniversario della pubblicazione di Amoris Laetitia, nel pieno dell’anno dedicato a San Giuseppe, “sposo e padre, tanto amato da essere stato scelto da Dio per accudire la Santa Famiglia”, ha sottolineato il cardinale Farrell.

L’Anno che inizia domani, ha proseguito il capodicastero, rappresenta quindi “una opportunità per raggiungere le famiglie, per non farle sentire sole di fronte alle difficoltà, per camminare con loro, per ascoltarle e per intraprendere iniziative pastorali che le aiutino a coltivare il loro amore quotidiano”.

Da parte sua, la professoressa Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero della Famiglia ha indicato quest’anno come “un’occasione per dare una spinta in avanti alla pastorale familiare, cercando di rinnovare modalità, strategie e forse anche alcune finalità della pianificazione pastorale”.

Ripartire dai fondamenti della fede

C’è un grande desiderio di famiglia – ha proseguito la Gambino – ma tanto timore di fronte alla scelta del matrimonio. La Chiesa deve essere preparata, entrare con delicatezza nelle questioni più gravose delle famiglie, sapendole accompagnare. Ripartire dai fondamenti della fede per condurre i bambini e i giovani nella scoperta della bellezza di una vocazione: il matrimonio”.

L’impegno a “rinvigorire l’istituzione familiare” coinvolge sia la “Chiesa” che la “società” e implica un “cammino lungo”, la cui prossima tappa sarà rappresentata dall’ Incontro Mondiale delle Famiglie a Roma nel 2022.

Anche in lockdown le famiglie devono interagire

Hanno chiuso la conferenza stampa virtuale, trasmessa dalla Sala Stampa della Santa Sede, i coniugi Leonardo Nepi e Valentina Matteini, di Arezzo, sposati dal 2010 e genitori di una bambina di cinque anni. “Questo Anno è anzitutto un tempo propizio per coltivare buone relazioni coniugali e familiari – ha detto Leonardo –. Speriamo anche che la famiglia possa essere valorizzata maggiormente nella società: promuovere la dimensione sociale della famiglia, la sua capacità di educare i figli, di animare i luoghi e le comunità con valori positivi e generativi, coltivando il dialogo tra le generazioni, non può che avere effetti benefici per tutta la società”.

Per noi come coppia, e come genitori di una bambina di cinque anni, è importante poter incontrare le altre famiglie e condividere le nostre esperienze, per evitare un isolamento che non giova a nessuno”. In questo anno di pandemia e di lockdown, i coniugi Nepi hanno cercato “di essere creativi con i nostri parenti ed amici, utilizzando gli strumenti digitali che abbiamo a disposizione e con i quali siamo ormai entrati in confidenza. Certamente, l’incontro personale è più intenso e non può essere sostituito integralmente da una videochiamata, ma il rimedio che ci viene offerto da queste tecnologie è comunque importante e lo abbiamo messo a frutto anche nel corso dei nostri incontri in parrocchia”.

Secondo Leonardo Nepi, “la forza della famiglia non si esaurisce quindi nell’intimità delle nostre case, in quanto è fonte di valori positivi per tutta la comunità”. Nell’auspicio che l’Anno della famiglia sia “propizio” per la missione delle famiglie, perché possano contribuire “con generosità nell’annuncio cristiano. Siamo noi – ha detto Nepi – i testimoni viventi della bellezza che la famiglia può esprimere”.

La parrocchia: luogo cruciale di formazione per le giovani coppie

Leonardo e Valentina si sono conosciuti presso la parrocchia di Saione (Arezzo), dove hanno “sperimentato la bellezza della vita cristiana fin da adolescenti, quando altri giovani, un po’ più grandi di noi, si sono impegnati per offrirci occasioni di fraternità e di incontro”. I due giovani coniugi hanno quindi espresso gratitudine per l’amicizia ricevuta nel contesto parrocchiale, “nonostante la differenza di età, che passava in secondo piano nel momento in cui pregavamo insieme, ci impegnavamo in opere di carità, ci divertivamo insieme”.

I due giovani aretini si sono impegnati “nell’animazione del dopocresima, condividendo la bellezza e la responsabilità di animare un gruppo di giovani adolescenti guidato dal Parroco”. Ricordano con particolare gioia momenti come la “GMG di Colonia nel 2005, ma anche le settimane estive in montagna, i ritiri, gli incontri di condivisione del sabato pomeriggio sui temi di interesse per i giovani, l’animazione della Santa Messa, le opere di carità”.

Collegata da Arezzo, dove è rimasta assieme alla figlia impegnata nella DAD, Valentina ha raccontato che “da fidanzati, è stato a volte impegnativo trovare un equilibrio su diversi punti di vista riguardo alle attività da proporre ai ragazzi e non sono mancati momenti di tensione per trovare un accordo e presentarsi uniti di fronte al gruppo”. Oggi hanno imparato a “superare queste divergenze attraverso il dialogo e mostrandoci uniti”.

La formazione al matrimonio, ha concluso Valentina Nepi, implica la “costruzione di un noi”, fondato “sulla conoscenza reciproca e sul sostegno di Dio. Siamo quindi convinti che questo Anno sia una bella occasione per rilanciare un approccio pastorale trasversale, capace di trasmettere ai giovani la bellezza dell’amore familiare cristiano”.

Luca Marcolivio

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