Pellegrini e non turisti…

Pellegrino etimologicamente significa: al di là del campo, ossia quello che va fuori dalle sue proprietà alla ricerca di qualcosa di più dei suoi averi. Perché un tempo allontanarsi dalla propria casa era qualcosa da pazzi, a meno che non si fosse alla ricerca di qualcosa davvero di grande valore. Al pellegrinaggio poi, proprio per questo suo senso, si è attribuito una connotazione prevalentemente religiosa, la ricerca di un bene maggiore, ossia Dio.
Il turista è invece qualcuno che fa un “tour”, cioè che gira. E perché gira? Perché è curioso e attraverso la sua curiosità vuole giungere ad una maggiore conoscenza delle cose del mondo, ad aumentare il proprio sapere.
È facile dunque comprendere la grande differenza tra i due modi di uscire, per così dire, da casa propria.

Siate pellegrini a Medjugorije e non turisti!
Qualche giorno fa, qui a Medjugorje, un sacerdote ha fatto un’omelia concentrata soprattutto sull’essere pellegrini e non turisti. Molti si chiedono: “Ma che male c’è ad essere un po’ tutti e due?”. Se sei pellegrino, sei alla ricerca di qualcosa che è grande, che ti sembra lontano, che magari hai perso da qualche tempo e non hai ancora saputo ritrovare, che ti dona, ti restituisce la tua vita più viva, più forte, più amante, più in pace. Credete che sia una ricerca facile? Credete che si possa fare con distrazioni varie?
Siamo ormai troppo abituati a distrarci non appena qualcosa ci chiede impegno e magari condito da un po’ di fatica, anche se spirituale, e di sofferenza. Già, perché se veniamo a Medjugorje per cercare Dio, per cercare la Verità, significa che non lo abbiamo ancora ritrovato.

La pietra da spaccare
Quindi, in genere, dobbiamo scoprire il nostro cuore, metterlo a nudo, ossia, lasciare che la corazza di pietra che lo avvolge sia spezzata. Quella pietra sulla quale abbiamo lasciato che crescessero muschio e licheni perché fosse ricoperta in modo che da sembrare un bel giardino verde. Il giardino di me stesso. Il giardino del mio orgoglio, del mio Io, del mio essere costruito da me per difendermi illusoriamente dagli altri, dal dolore, da ciò che non mi aggrada… Così, ho perso la pace, vivo con ansia, che riparo con le distrazioni del mondo. Vivo con sofferenza che riparo con qualche dipendenza, sesso, alcol, droga o dipendenze minori tipo sigarette, manie varie, fissazioni alimentari, ossessioni di salute e così via. Lasciare che il Signore, per mezzo di Maria, spacchi quella pietra e ci ridia un cuore di carne, ci spaventa… da morire! E quindi alcuni pellegrini hanno imparato a fare un misto: un po’ di Medjugorje, un po’ di turismo. Così invece di seguire le richieste della Madonna di partecipare a tutte le attività della parrocchia, rosari, preghiere, messe, via crucis e altro ancora, quando ci sembra “troppo”, si cambia, si va alle cascate, si fa un salto in Croazia e così si spezza quel processo dentro di noi, che è l’inizio di un cammino che a tantissimi ha dato, gioia, liberazione, guarigione, comunione, pace e amore.

All’incontro di Dio per trasformare la mia vita
Il pellegrinaggio è andare incontro a Dio, che ci aspetta da sempre, per lasciare che Lui trasformi la nostra vita, cambiando il nostro cuore. Sì, perché il Signore non è un mago, ma è il Dio che ci ha creati per amore e a Sua immagine e somiglianza. Quindi siamo liberi di scegliere se con Lui o senza di Lui (Gesù ricordiamo che dice: “chi non è con me è contro di me” Matteo 12,30). E se ci lasciamo guarire, se lasciamo che, con i mezzi che Lui ritiene migliori, spezzi la nostra corazza, allora tutto cambia. Cambia in noi, però, non fuori di noi! Cambia il nostro modo di affrontare le cose, i dolori, ciò che il mondo ci presenta. Non cambia ciò che viviamo, ma come lo viviamo. Il Signore trasforma soprattutto il nostro cuore, che poi trasforma i nostri occhi, che poi trasformano il nostro rapporto con gli altri e con Dio.

Non cercare miracoli, ma l’amore che Dio non rifiuta mai
A Medjugorije, come in qualunque altro pellegrinaggio, non si deve venire per ottenere miracoli, ma per incontrare Dio, lasciare che la nostra vita cambi, perché ci siamo lasciati cambiare da Lui, il Signore e Re di tutte le cose. I miracoli possono succedere, ma sono solo segni. La grazia della conversione, della guarigione, della liberazione invece è la presenza di Dio, l’esperienza dell’amore di Dio in noi e per noi. Ma non ti basta questo? Non desideri tu cambiare la tua vita, trovare la pace? Allora perché scappi a fare il turista? Perché vai a mangiare invece di fare il digiuno? Perché non rinunci alla cena o a posticipare la cena per adorare Gesù? Dio ti chiama per mezzo di Maria! Vieni e stai con Lui, che è un Dio geloso… Sì, è geloso di te e non vuole rinunciare a te! Ti vuole tutto, completamente, così come sei… peccatore, pentito sì, ma pur sempre peccatore. Dio ti ama e Maria cerca di urlarlo al mondo intero, un mondo di sordi. Sei sordo anche tu? Ascolta la Sua voce! Basta volerlo. Basta fare un po’ di silenzio. E ti senti all’improvviso sicuro, senza più paure e sai, sì sai e ti accorgi che Dio è con te, che non ti ha mai abbandonato, che tu solo ti sei allontanato da Lui. Ora sai che ti ama, sai che ti vuole più che mai, sai che mai ti lascerà. Rimani con Lui, come ti chiede Maria e sarai una persona nuova e nessuna tribolazione ti strappa più dal Suo potente amore. Abbi fede! Abbi fiducia nel Dio che solo sa amarti in modo straripante e incommensurabile!

Sandra Fei