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Pedopornografia: monsignor Capella condannato a 5 anni di reclusione

Il Tribunale Vaticano, dopo un’ora di seduta di Camera del Consiglio, ha condannato Monsignor Carlo Alberto Capella a 5 anni di reclusione e 5 mila euro di multa per detenzione, trasmissione e cessione di materiale pedopornografico. La motivazione della sentenza è stata pronunciata dal presidente del tribunale Vaticano Giuseppe Dalla Torre che ha spiegato come le prove in possesso dimostrano che il monsignor Cappella, ex diplomatico vaticano di stanza a Washington, è colpevole della detenzione, il possesso e la trasmissione di materiale pedo pornografico che non può essere confuso con una fruizione occasionale dello stesso dato che monsignor Cappella è stato trovato in possesso di copioso materiale illecito che, peraltro, è stato fruito in diverse occasioni.

La denuncia degli Stati Uniti e il mandato di cattura del Vaticano

La denuncia dell’attività pedopornografica di monsignor Capella è giunta per la prima volta dallo Stato di Washington quando il diplomatico è stato beccato a scambiare foto di natura sessuale riguardanti minori durante un viaggio in Canada. I controlli effettuati dalla polizia canadese in collaborazione con quella americana hanno portato alla scoperta di un database in cloud contenente ingente materiale illecito. In seguito al ritrovamento delle prove, gli Stati Uniti hanno chiesto al Vaticano di rimuovere l’immunità diplomatica al monsignore per poterlo perseguire con le leggi degli USA.

La richiesta della giustizia americana è stata rifiutata ma al contempo è stato emesso un mandato di cattura ai danni del monsignore che è stato quindi costretto al ritorno in Italia per sottoporsi a processo. L’accusa aveva chiesto una condanna a 5 anni e 9 mesi ed al pagamento di una multa di 10 mila euro. Il presidente del tribunale Vaticano ha di fatto accolto la richiesta dell’accusa, abbassando però di 9 mesi e 5 mila euro la condanna. Nel pronunciare la sentenza Dalla Torre ha spiegato che per la detenzione, il possesso e il trasferimento del materiale pedo pornografico la condanna corrisponde a 4 anni che è salita a 5 anni per la reiterazione del reato.

Luca Scapatello

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