Il card. Parolin firma il libro sul 90esimo anniversario dei Patti Lateranensi.
Gli accordi fra stato e chiesa ricordati in uno studio.
La firma di un accordo storico, creato 90 anni fa: la chiesa e lo stato si accordano per porre fino a un contrasto senza precedenti. Un trattato che vale ancora oggi, dal 1929: il card. Parolin, segretario di stato Vaticano, ha firmato la prefazione del volume I patti Lateranensi in occasione del XC anniversario (1929 – 2019), pubblicato dal Pontificio Comitato di scienze storiche.
“La firma del trattato ha segnato ufficialmente una tappa importante e decisiva per la storia delle relazioni fra lo stato italiano e quello Vaticano. I Patti Lateranensi hanno concluso la questione romana e dato al papa la possibilità di svolgere la sua missione universale spirituale, dandogli così piena indipendenza nei confronti di qualsiasi potere politico. Tutto ciò venne visto come qualcosa di necessario” – ha scritto il segretario di Stato Vaticano.
Ma a cosa è servita la firma di questi patti? “La firma dei Patti Lateranensi è servita per ridare pieno titolo alla Santa Sede, per darle un posto concreto fra le nazioni e rafforzare la sua possibilità di dispiegare la sua soggettività nazionale ed internazionale ed, anche, di permetterle di partecipare a negoziati internazionali. Tanto che, papa Pio XI è stato definito il papa delle missioni” – ha descritto Parolin.
Una questione delicata raccontata dal card. Parolin, nella quale è affrontata anche la questione dei rapporti con il regime fascista: “Una questione delicata, quella del rapporto col regime, alla quale la chiesa dovette dare urgente risposta. Soprattutto capire se tale conciliazione avrebbe portato alla Chiesa un momento di giovamento rispetto a quello che il regime stava portando in Italia. Sia Pio XI che il suo segretario di stato puntarono su di un assetto duraturo ed organico nelle relazioni fra Stato e Chiesa, anche se in un momento storico sostanzialmente particolare. Papa Pio XI fu lungimirante su questo e la storia, dopo 90 anni, ci conferma ancora la piena validità di questi patti, riconosciuti anche dalla Costituzione Italiana” – conclude Parolin.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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