Pasqua: vivere la gioia della Risurrezione di Cristo per otto giorni

La Pasqua non si conclude la domenica della Resurrezione, ma dura ben otto giorni, il cosiddetto Ottavario. Scopriamo cos’è.

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L’Ottava di Pasqua: è tale la rilevanza di questa festa, che la Chiesa dedica otto giorni per meditare, contemplare e pregare la vittoria di Gesù. La sua Resurrezione dona a noi la certezza che, un giorno, anche noi risorgeremo e contempleremo con lui la gloria del Paradiso.

Cos’è un Ottavario

Ottavario: 8 giorni dopo una festa liturgica, che ci permettono di scoprire ancora più in profondità il Mistero che si racchiude nella celebrazione a cui fanno riferimento. Otto giorni dopo la Santa Pasqua, dopo il Natale e dopo la Commemorazione dei Defunti. La Chiesa sceglie di celebrare questi momenti in modo speciale e solenne, dando ad essi “giorni in più” per la meditazione dell’evento che racchiudono.

Un termine che non ha origine giudaica. La storia racconta che è probabile dovrebbe la sua origine costantiniana. La Chiesa sceglie, così, di porre l’attenzione sulle principali festività liturgiche a partire dai primi secoli, dando priorità, sì, alla Pasqua, ma anche al Natale, alla Pentecoste e, pure, alla festa dei Santi Pietro e Paolo.

La gioia della Pasqua per 8 giorni

L’Ottava di Pasqua corrisponde ai primi otto giorni del tempo pasquale. Questo tempo ha inizio con il giorno di Pasqua e termina con la successiva Domenica in Albis, la Domenica della Divina Misericordia, come voluta da Papa Giovanni Paolo II.

L’apparizione pasquale di Cristo all’ottavo giorno dalla risurrezione agli Apostoli riuniti nel Cenacolo, ha certamente contribuito alla “formazione” del periodo dell’Ottava di Pasqua.

L’Ottava di Pasqua prima e dopo il Concilio

Prima del Concilio Vaticano II, la Chiesa ha sempre considerato la settimana pasquale come un unico giorno di festa. La celebrazione della Domenica di Pasqua (primo giorno dell’Ottava) iniziò quando la veglia pasquale iniziò a terminare più presto, verso mezzanotte o poco dopo. L’antica veglia si concludeva invece poco prima dell’alba.

Dopo il Concilio vedono “i cinquanta giorni che succedono dalla domenica di Risurrezione alla domenica di Pentecoste si celebrano nell’esultanza e nella gioia come un solo giorno di festa, anzi come «la Grande Domenica».

Sono giorni nei quali, in modo del tutto speciale, si canta l’Alleluia […] I primi otto giorni del tempo pasquale costituiscono l’ottava di Pasqua e si celebrano come solennità del Signore” – è scritto.

Cosa si medita negli 8 giorni di Pasqua

Otto giorni in cui si meditano:

  • Domenica di Pasqua, giorno della Resurrezione;
  • Lunedì dell’Angelo: si descrive l’incontro del Risorto con le pie donne, cui è affidato il compito di annunciare ai discepoli lo straordinario evento della risurrezione di Gesù;
  • Martedì: Pietro esorta tutti alla conversione e al battesimo nella fede in Cristo risorto;
  • Mercoledì: Gesù si fa riconoscere dai discepoli di Emmaus;
  • Giovedì: il Vangelo attesta che l’annuncio dei profeti si è realizzato nella risurrezione di Cristo al terzo giorno;
  • Venerdì: l’apparizione di Gesù risorto sulle rive del lago di Tiberiade;
  • Sabato: di fronte alla violenza del sinedrio gli apostoli affermano il dovere dell’annuncio pasquale;
  • Domenica, ottava di Pasqua: la Divina Misericordia

Il tempo di Pasqua e i suoi 50 giorni

Se il giorno di Pasqua dura 8 giorni, il Tempo di Pasqua, invece, ne dura 50, portandoci alla Pentecoste, passando (a 40 giorni) per l’Ascensione di Gesù al cielo.

Un tempo di ben 7 settimane. La gioia prolungata della Pasqua, del trionfo di Cristo sulla morte, è stata vista, anche dai Padre della Chiesa, “come l’immagine dell’eternità e il raggiungimento del mistero di Cristo“.

Ci sono alcuni caratteristiche per questo Tempo di 50 giorni, come ad esempio l’abolizione del digiuno. E il giorno di Pentecoste non sarà una festa a se stante, ma il compimento pieno di quello che è stato inaugurato la notte di Pasqua. Lo Spirito Santo, donato ai Discepoli, quello che ha resuscitato lo stesso Gesù dai morti.

In questo periodo, nelle nostre chiese, sarà sempre cantato l’Alleluia e il colore liturgico utilizzato sarà il bianco, colore della gioia e della risurrezione e, nelle domeniche che caratterizzeranno questo tempo, sarà anche recitato il Gloria.

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ROSALIA GIGLIANO

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