Pasqua in Terra Santa: tra limitazioni e guerra, l’invito al Rosario per la pace di sabato 28 marzo

Il richiamo della Terra Santa: sabato 28 marzo rispondiamo all’invito del Patriarca Pizzaballa e della Custodia, unendoci nel Rosario per implorare la pace e la fine dei conflitti.

croce in evidenza con sfondo la spianata di gerusalemme
Pasqua in Terra Santa: tra limitazioni e guerra, l’invito al Rosario per la pace di sabato 28 marzo – lalucedimaria.it

Un momento molto particolare che richiama ciascuno di noi, non solo all’attenta riflessione su quanto sta accadendo in quelle zone ma, soprattutto, alla preghiera corale e collettiva che mai deve mancare in momenti come questi. Al di là della chiusura di alcuni dei più importanti siti (come la Basilica del Santo Sepolcro), alla riduzione e alla limitazione di tutti i momenti che ricordano la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù, la preghiera del Santo Rosario è quella che, al momento, sta più a cuore a tutti.

Un invito che è stato accolto pienamente, non solo dai cristiani in Terra Santa, quanto anche da tutti i cristiani sparsi per il mondo.

Il Rosario per chiedere il dono della pace in Terra Santa e non solo

Si avvicina quello che è il periodo della Settimana Santa: dal prossimo lunedì, 30 marzo, e fino a 5 aprile, la Chiesa entrerà in uno dei momenti più importanti dell’anno liturgico. Il momento in cui si rivivranno gli attimi più concitati della vita di Gesù che, dopo al sua predicazione nel mondo, si avvia a quello che è il compimento della sua esistenza, con l’ingresso a Gerusalemme, accolto come un re con i rami di ulivo (la Domenica delle Palme), sino a quella che è la sua Ultima Cena con gli apostoli e alla sua passione e morte in croce.

Momenti che la Chiesa, ogni anno, rivive e ricorda perchè rappresentano il perno principale attorno al quale ruota il tutto. Non solo nelle nostre zone e nelle nostre singole parrocchie sparse per il mondo ma, soprattutto, in quelli che sono i luoghi dove, davvero, tutto questo è accaduto: a Gerusalemme e in Terra Santa. Ma, quest’anno, tutto ha un sapore diverso, ma ciò che non deve mai mancare è la preghiera.

Proprio per questo, sabato 28 marzo, il Cardinale Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, ha invitato tutti i cristiani del mondo a unirsi in un Rosario corale per il dono della pace, soprattutto per tutte le popolazioni che stanno soffrendo le conseguenze della guerra: “Lo faremo con cuore umile, certi che la nostra preghiera, anche se fisicamente distanti, è capace di attingere alla forza dell’amore di Dio, che ci unisce in spirito di speranza e di fiducia” – ha spiegato in un comunicato.

Un momento che, come dicevamo all’inizio, unirà, non solo i cristiani presenti a Gerusalemme, ma quelli di tutto il mondo, affinchè Maria accolga tutte le nostre preghiere, le presenti all’Altissimo e, questi, illumini ciascuno affinchè la pace possa regnare in questi territori ma anche in tutto il mondo. “Credo fortemente che il rosario, pregato con l’intenzione della pace, sia uno strumento molto efficace. Ci aiuta a maturare la coscienza del valore della pace” – ha spiegato Padre Francesco Patton, già Custode di Terra Santa, in un’intervista a Sir.

il card.pizzaballa con le palme in mano
Terra Santa e il Rosario per la pace richiesto dal card. Pizzaballa – lalucedimaria.it (photo: vatican news)

Perchè pregare per la pace, specialmente vicino alla Pasqua

Sarà una preghiera per ogni cristiano quanto anche per l’intera Chiesa universale affinchè si prenda coscienza che, il dono della pace che abbiamo ricevuto da Cristo va custodito sempre, in ogni momento e in ogni luogo. Un invito a pregare, non solo per se stessi, ma anche per i politici e per coloro che hanno responsabilità nel mondo: “Il dono della pace è legato allo Spirito e alla riconciliazione. Senza riconciliazione non c’è pace” – sottolinea ancora, padre Patton.

Dall’altro lato, proprio in Terra Santa, anche per salvaguardare l’incolumità di pellegrini e non solo, è stato necessario attuare delle misure di limitazione proprio per i riti della Settimana Santa. Non ci sarà la tradizionale processione della Domenica delle palme, che dal Monte degli Ulivi sale a Gerusalemme: questa sarà sostituita da un momento di preghiera per la città e, a breve, sarà comunicato anche il luogo.

Dall’altro lato, anche la Messa Crismale, che di solito si svolgeva nella Basilica del Santo Sepolcro il giovedì santo, è stata rinviata a data da destinarsi. “Le restrizioni imposte dal conflitto e gli eventi degli ultimi giorni non lasciano presagire un miglioramento imminente. In costante dialogo con le autorità competenti, insieme alle altre Chiese cristiane, stiamo valutando come sia possibile, nelle forme da concordare, celebrare il mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre Chiese” – sono state le parole di Pizzaballa.

Di sotto, allegato, il sussidio per la preghiera del Rosario di sabato 28 marzo:

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