Sono forti le parole del segretario di stato Vaticano, Parolin, al simposio sulla libertà religiosa organizzato dall’ambasciata USA in Vaticano.
Un momento particolare dove mons. Parolin ha parlato di intolleranza religiosa, ma anche di quella differenza fra religioni primarie e secondarie.
C’è ancora chi considera la religione come un qualcosa che non ha a che fare con la propria vita, o che sia un elemento di contorno, a partire dall’istituzione del matrimonio come un rito sacro ed inviolabile, fino ad arrivare al diritto alla vita. “Sensibilizzare l’opinione pubblica ed i mass media sulla libertà religiosa, perché è anch’essa un diritto inviolabile” – tuona il cardinale Parolin.
Al simposio, dal titolo Stand Together to Defend International Religious Freedom, il segretario di Stato Vaticano ha auspicato “la cooperazione internazionale per lavorare tutti insieme per difendere e far progredire il concetto della libertà religiosa”. Tante sono le violazioni alla libertà religiosa: “Nonostante gli sforzi, esse proseguono e ricevono troppa poca rilevanza da parte anche dell’opinione pubblica. Tutto questo deve essere portato alla luce, affinchè non diventi un’altra grave minaccia alla pace ed al bene comune” – ha dichiarato Parolin.
“Non bisogna far sparire o interrompere bruscamente il dialogo con chi non conosce o non vuole conoscere Dio. Non diventiamo tribù fondate sull’esclusione dell’altro. La vera libertà religiosa è quella non solo di esternare pubblicamente il proprio credo nei luoghi di culto, ma è la libertà di vivere secondo i principi etici del proprio credo pubblicamente e privatamente” – conclude il segretario di Stato.
Non si tratta di una questione semplice, anzi: la Santa Sede si è più volte adoperata nella promozione della libertà religiosa e con ogni mezzo continuerà a promuovere e a proteggere questo inalienabile diritto di ogni uomo, puntando in primis, sui giovani e sulle nuove generazioni.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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