Parlare con i defunti: ecco le pericolose insidie da evitare

Uno dei pericoli nei quali si può incorrere, è quello di deviare la fede, in particolari situazioni: per esempio nel cercare un contatto con i nostri cari che sono morti.

Purtroppo però c’è chi approfitta di questi momenti così difficili di ciascuno di noi, per allontanarci dalla fede vera e portarci verso i pericoli di Satana.

donna allo specchio
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Come “parlare” ai nostri defunti

Il dialogo con i nostri cari defunti, e il pensiero della loro presenza accanto a noi, non è in discussione. Quindi, non solo la visita al cimitero, la preghiera per loro e la celebrazione della Santa Messa, ma anche coltivare quel legame indissolubile con loro, anche nel corso del tempo.

Loro sono i nostri tramiti con Dio Padre e con i Santi. Loro presentano a lui la nostra preghiera e chiedono di intercedere per le nostre difficoltà. Hanno bisogno della nostra preghiera e, noi, di sentire la loro presenza nel nostro cuore. Tutto questo è sinonimo di piena fiducia in Dio, che li ha accolti tutti nel suo Regno.

Ma, sappiamo anche, che la nostra mente può facilmente esser labile e le insidie di Satana sono dietro l’angolo. Esse si manifestano anche in azioni e persone che, apparentemente, sembrano insignificanti ma che, in realtà, influenzano anche troppo la nostra vita, anche quella spirituale, deviandola.

Cosa ci porta lontano: la magia occulta

Sedute spiritiche, cartomanzia, occulto: sono solo alcune delle “pratiche” che (secondo loro) si pregiano di permettere il contatto fra il defunto ed i propri cari. La lettura delle carte, dei fondi di caffè, l’evocazione degli spiriti: molti pensano che, farlo una volta sola, anche per gioco, non sia nulla di grave. Ed invece non è così.

Lo spiritismo, in qualsiasi forma esso si presenta, ci allontana da Dio. Ma partiamo dall’inizio e cerchiamo di capire cosa sono queste pratiche occulte.

La seduta spiritica è quella più usata nell’occultismo. una riunione di persone che hanno in comune il desiderio di entrare in contatto con entità spirituali, soprattutto defunti, allo scopo di rivolgere loro domande specifiche. Presume in concreto una manifestazione degli spiriti ed implica un loro scambio di pensieri con i mortali. Al centro vi è sempre il Medium (il tramite), ovvero colui che mette in contatto l’anima defunta con l’anima viva.

Evocano il defunto, cercano di parlare con lui, anche chiedendogli delle cose specifiche, nella speranza di ascoltare la sua voce.

La cartomanzia, invece, è un metodo di divinazione effettuato tramite la consultazione di un mazzo di carte, attraverso le quali, si cerca di individuare il destino di quella determinata anima defunta e dove essa si trovi, in quale dei tre regni dell’aldilà.

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Queste pratiche, potremmo quasi definirle, una vera e propria “religione” che si oppone al cristianesimo, che porta la nostra mente ed il nostro cuore a non credere più e a non avere più fiducia in Cristo, ma bensì ad un intermediario, che si pone come colui che è capace di parlare con i morti.

Solo Dio sa di cosa abbiamo bisogno

I santoni, i maghi, i guaritori non ci aiutano, di certo, a “parlare” con i defunti. Il dialogo è qualcosa di intimo e personale e solo se siamo dei veri credenti, sappiamo che non è con pratiche magiche o presunte tali che si  intercede con i nostri cari e, soprattutto con i Santi.

Dio sa di cosa abbiamo bisogno e anche del perché vogliamo sentire nel nostro cuore la presenza di chi, fisicamente, accanto a noi non c’è più.

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