Parigi, torna il terrore nella ex-sede di Charlie Hebdo. Sventato attentato

Un attentato terroristico nel centro di Parigi, davanti al palazzo che ospitava la redazione di Charlie Hebdo, ha riportato il terrore nella capitale francese.

Il momento dell’arresto dell’attentatore, in centro a Parigi, dopo un lungo inseguimento. L’uomo ha minacciato due passanti con l’accetta vicino la vecchia sede di Charlie Hebdo – photo web source

Torna il panico in centro a Parigi. L’attentatore è un diciottenne pakistano, e il giovane era già conosciuto alle forze dell’ordine francesi. In passato era stato fermato per possesso di arma non autorizzata, anche se non aveva mai avuto alcuna segnalazione per reati legati a una possibile radicalizzazione.

Torna il terrore a Parigi: un uomo con accetta vicino a Charlie Hebdo

Il giovane si è presentato intorno alle 11.40 in boulevard Richard Lenoir. In mano brandiva un’accetta. A un certo punto si è scagliato contro un ragazzo e una ragazza, che non avevano colpa se non quella di trovarsi in quel luogo, intenti a fumarsi una sigaretta sul marciapiede durante una pausa di lavoro.

Un testimone che si trovava sul luogo ha raccontato la terribile scena in cui l’attentatore inseguiva la sua vittima. “L’ho visto che rincorreva il ragazzo ferito e che cercava di dargli un altro colpo”, ha raccontato ai media. Dopo il tentativo di attentato diversi passanti si sono messi a rincorrere il giovane, che è scappato infilandosi nella metropolitana, alla fermata Richard Lenoir.

L’arresto del ragazzo dopo un inseguimento nel centro di Parigi

Poco dopo è stato raggiunto dalla polizia in piazza della Bastiglia. Un agente di polizia vestito in borghese infatti dopo averlo raggiunto lo ha immobilizzato e tenuto a terra in attesa dell’arrivo dei colleghi, che una volta sul posto lo hanno subito arrestato. L’uomo aveva delle scarpe rosse da ginnastica e dei pantaloni grigi, che indossava insieme alla maglia gialla della squadra di calcio inglese del Manchester United.

Nel momento dell’arresto, l’accetta era ancora a terra a pochi metri dall’attentatore. La vicenda tuttavia desta scompiglio anche per il fatto che nei giorni scorsi la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ha ricevuto alcune nuove gravi minacce da parte di organizzazioni terroristiche addirittura legata ad Al Qaeda. 

La vignetta ripubblicata da Charlie Hebdo e le proteste in Pakistan

Solamente da pochi giorni è ricominciato il processo a carico degli attentatori di quel fatidico 7 gennaio 2015. Data in cui morì l’agente di polizia Clarissa Jean-Philippe, e agli uomini che entrarono nel supermercato cacher del 9 gennaio. La decisione di Charlie Hebdo di ripubblicare le vignette su Maometto all’origine dell’attentato, e di metterle sopra il titolo “Tanta fatica per niente”, ha perciò fatto probabilmente infuriare i terroristi.

Non bastasse, in Pakistan, nella città di Mizaffarabad, molte persone sono scese in piazza per manifestare contro Charlie Hebdo. Anche il ministro degli Esteri pakistano ha protestato contro la copertina del settimanale. Ora Parigi rischia di tornare di nuovo nel panico.

Il cambio di sede della redazione, il terrore che torna nei luoghi simbolo

Dal 2015 infatti la redazione non lavora più nei locali di rue Nicolas Appert, per l’appunto vicino a boulevard Richard Lenoir, dove si è verificato ieri lo spiacevole fatto. Al contrario, i giornalisti e i fumettisti si sono trasferiti in un luogo che è finora rimasto segreto, oltre che protetto da ingenti misure di sicurezza. Ma sempre a Parigi.

La polizia francese mobilitata dopo la notizia dello sventato attentato in centro a Parigi – photo web source

“Siamo sorpresi che proprio nei giorni del processo per Charlie Hebdo la vecchia sede non sia stata messa in sicurezza dalla polizia”, ha protestato il capo dell’agenzia televisiva Premières Lignes, Luc Hermann. L’emittente, che realizza trasmissioni di inchiesta, ora opera vicino a quegli studi. Il luogo in cui si è svolto l’attentato, con il murales iconico dedicato alle vittime, è diventato il luogo simbolo dell’orgoglio francese contro gli attentati terroristici.

Giovanni Bernardi

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