Papa: smascherare predicatori di odio che vendono illusioni sull’aldilà

Smascherare predicatori di odio che vendono illusioni sull’aldilà. Questa l’esortazione del Papa nel suo discorso durante l’incontro al Cairo con il presidente egiziano Al Sisi, i membri del Governo e del Parlamento, gli ambasciatori e il Corpo Diplomatico, subito dopo la Conferenza internazionale sulla pace ad Al Azhar. Il servizio di Giada Aquilino:
Pur essendo ferito da violenze cieche, l’Egitto ha un compito “singolare”, quello di “rafforzare e consolidare” la pace regionale, perché proprio tali violenze fanno soffrire ingiustamente tante famiglie “che piangono i loro figli e figlie”. All’incontro con i rappresentanti di istituzioni, diplomazia e società civile, all’Hotel Al-Màsah del Cairo, Francesco si riallaccia alle parole del presidente Al Sisi che nel suo discorso aveva condannato il terrorismo sottolineando che le forze del male pretendono di parlare in nome dell’islam, ma mai l’islam ha predicato l’uccisione di innocenti:

“Presidente, Lei, alcuni minuti fa, mi ha detto che Dio è il Dio della libertà, e questo è vero. Abbiamo il dovere di smontare le idee omicide e le ideologie estremiste, affermando l’incompatibilità tra la vera fede e la violenza, tra Dio e gli atti di morte”.

Non si può costruire la civiltà, sottolinea il Pontefice, senza ripudiare “ogni ideologia del male, della violenza e ogni interpretazione estremista che pretende di annullare l’altro” e di annientare le diversità “manipolando e oltraggiando” il nome di Dio. Il “peculiare” ruolo dell’Egitto è quindi necessario per poter affermare che tutta la regione, “culla delle tre grandi religioni”, può e deve risvegliarsi dalla “lunga notte di tribolazione” per tornare a irradiare i valori della giustizia e della fraternità:

“Pace per questo amato Paese! Pace per tutta questa regione, in particolare per Palestina e Israele, per la Siria, per la Libia, per lo Yemen, per l’Iraq, per il Sud Sudan; pace a tutti gli uomini di buona volontà”.

Il pensiero del Papa va “a tutte le persone che “hanno dato la vita per salvaguardare la loro Patria”: i giovani, i membri delle forze di sicurezza, i cittadini copti e quanti, “ignoti”, sono caduti a causa del terrorismo. Ricorda le uccisioni e le minacce che hanno determinato l’esodo di cristiani dal Sinai settentrionale, chi li ha accolti e ha dato loro assistenza, come pure coloro che sono stati colpiti negli attentati alle chiese copte, anche recentemente a Tanta e ad Alessandria. Abbiamo il dovere, afferma, di insegnare alle giovani generazioni che Dio “non ha bisogno di essere protetto dall’uomo”, ma è Lui che protegge gli uomini:

“Abbiamo il dovere di smascherare i venditori di illusioni circa l’aldilà, che predicano l’odio per rubare ai semplici la loro vita presente e il loro diritto di vivere con dignità, trasformandoli in legna da ardere e privandoli della capacità di scegliere con libertà e di credere con responsabilità”.

Il Pontefice invoca il “rispetto incondizionato” dei diritti inalienabili dell’uomo, quali l’uguaglianza tra tutti i cittadini, la libertà religiosa e di espressione, senza distinzioni. E con essi, una “speciale attenzione” al ruolo della donna, dei giovani, dei più poveri, degli anziani e dei malati, perché – conclude – la grandezza di qualsiasi nazione si rivela nella cura che essa dedica realmente ai più deboli della società.

fonte: radiovaticana