Il Papa pregherà per chi lo chiama eretico

In un ampio discorso ai Fratelli Gesuiti, del 16 Gennaio, a Santiago del Cile, Bergoglio parlava delle gioie e dei dolori del Pontificato, che sta portando avanti: “Questo del Pontificato è un periodo piuttosto tranquillo. Dal momento in cui, in Conclave, mi sono reso conto di quello che stava per succedere — una sorpresa istantanea per me — ho provato molta pace. E fino ad oggi quella pace non mi ha lasciato. È un dono del Signore, di cui sono grato. E davvero spero che non me lo tolga. Le cose che mi tolgono la pace, ma, sì, mi addolorano, sono i pettegolezzi. E a me i pettegolezzi dispiacciono, mi rattristano. Accade spesso nei mondi chiusi”.

E le parole di Papa Francesco sono anche in risposta al bombardamento mediatico e spirituale, che subisce, orami da tempo, in merito alle sue dichiarazioni.
“Per salute mentale io non leggo i siti internet di questa cosiddetta “resistenza”. So chi sono, conosco i gruppi, ma non li leggo, semplicemente per mia salute mentale … Alcune resistenze vengono da persone che credono di possedere la vera dottrina e ti accusano di essere eretico. Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro”.

L’atteggiamento del Papa diviene, così, un affidamento totale alla volontà di Dio, perché provveda, lui stesso, nel tempi opportuni, a dissipare i dubbi di quanti non riescono ad avere fiducia nel Pontificato attuale.
Come Bergoglio precisa, le difficoltà, anche indotte da altri membri del clero, possono essere tante. E’ importante, dunque, saper pregare e attendere di essere illuminati dallo Spirito Santo, che opera sempre il retto discernimento, prima di agire.

“Davanti alla difficoltà non dico mai che è una “resistenza”, perché significherebbe rinunciare a discernere, cosa che invece voglio fare. È facile dire che c’è resistenza e non rendersi conto che, in quel contrasto, può esserci anche un briciolo di verità. (…) Quando invece mi rendo conto che c’è vera resistenza, certo, mi dispiace. Alcuni mi dicono che è normale che ci sia resistenza, quando qualcuno vuol fare dei cambiamenti”.

E i cambiamenti poco accettati da molti Vescovi e Cardinali e dai loro fedelissimi sono soprattutto quelli racchiusi nella tanto discussa esortazione apostolica Amoris Laetitia: “Credo che una delle cose di cui la Chiesa oggi ha più bisogno, e questa cosa è molto chiara nelle prospettive e negli obiettivi pastorali di Amoris laetitia, è il discernimento. Noi siamo abituati al “si può o non si può”. Ho ricevuto anch’io, nella mia formazione, la maniera del pensare “fin qui si può, fin qui non si può”.