Tante le volte in cui si è detto che Papa Pio XII non ha mai “preso posizione” circa la deportazione degli ebrei nei campi di sterminio. Ma è davvero così?
Quanti sono gli ebrei che il Santo Padre aiutò e protesse all’interno delle mura Vaticane e non solo? Davanti ad un dibattito che, dopo anni, è ancora aperto, è necessario rivalutare, sotto questo aspetto, la figura di Pio XII.
Il Papa che guidò la Chiesa nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Colui che dovette prendere decisioni difficili in altrettanti momenti complicati. Ma c’è una cosa che, ancora oggi, in molti, non gli hanno perdonato: quella di non aver mai dato una sua chiara posizione circa la deportazione degli ebrei nei campi di concentramento.
Veramente Papa Pio XII era così duro di cuore? Assolutamente no. È necessario, quindi, rivalutare la figura di questo Pontefice anche da questo punto di vista.
Il direttore dell’archivio storico della sezione “Rapporti con gli Stati” della Segreteria di Stato, Johan Ickx, ha contato 2800 richieste di aiuto, relative a quasi 5 mila persone ebree che si erano rivolte al Pontefice.
Ma lo storico tedesco Wolf afferma che, in realtà, sarebbero addirittura 15 mila. Veramente erano così tante come afferma lo storico tedesco? Wolf non ha specificato in che modo abbia conteggiato queste 15 mila richieste e come le abbia classificate, né ha rivelato quale sia la fonte del conteggio, a differenza dell’archivio storico che le ha conservate nero su bianco.
Ma perché questa precisazione? Il tutto parte da quando, lo scorso marzo 2020, sono stati aperti gli archivi Vaticani per permettere agli studiosi di rivalutare la figura di questo Pontefice. Già precedentemente era noti alcuni documenti nei quali si specificava “il ruolo che Pio XII aveva avuto nel salvare migliaia di ebrei, specie di Roma, dalle deportazioni”, facendoli rifugiare sia all’interno delle mura vaticane che in ben 60 conventi degli oltre 230 presenti a Roma.
A causa della pandemia, gli storici hanno potuto accedere agli archivi solo per pochi giorni. Questi furono sufficienti alo storico Wolf e alla sua equipe di teorizzare che Pio XII avesse saputo dell’Olocausto solo quando era già in corso, ma avrebbe voluto ignorare le fonti, anche per via di un “pregiudizio antisemita” che colpiva prima di tutto i suoi collaboratori. Da qui la nascita di numerosi dibattiti sui cosiddetti “silenzi in merito di Papa Pio XII”.
Ma un’analisi attenta ha permesso allo stesso Wolf di studiare ben 15mila documenti di vere e proprie richieste d’aiuto al Pontefice di persone perseguitate durante il regime nazista e che, per quanto possibile, la Santa Sede abbia “risposto alle richieste con soldi, cibo, un riparo”, e che lo stesso Pio XII aveva concesso, anche, dei visti proprio per questi rifugiati.
Gli studi sono ancora in corso e i dati sono in continuo aggiornamento. Ma una cosa è certa: non c’è stato un silenzio da parte di Papa Pio XII di fronte agli orrori della Seconda Guerra Mondiale.
Fonte: acistampa
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ROSALIA GIGLIANO
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