Papa Francesco: l’omelia della Palme è stata rivolta ai giovani

Il Papa ha parlato ai giovani
Domenica delle Palme 2018

Durante la domenica che ha celebrato l’ingresso trionfale di Cristo a Gerusalemme e che la Chiesa ricorda e attende come inizio della Settimana Santa e preludio della Passione di Cristo, si è commemorata anche la 33ma Giornata Mondiale della Gioventù e, in piazza San Pietro, il Papa ha parlato per i giovani: “Far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli, perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino fantasticherie rasoterra, meschine, tristi”.

E, in questa società manipolata da coloro che portano avanti ideologie egoistiche e superflue, i giovani potrebbero perdere la loro direzione, la loro forza.
“Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano rumore, perché non si facciano domande e non si mettano in discussione. Cari giovani, sta a voi la decisione di gridare”.
Come coloro che a Gerusalemme poterono scegliere di osannare Cristo o di chiedere la sua crocifissione pochi giorni dopo, così i giovani (ma anche noi con loro) possiamo decidere da che parte stare, se farci strascinare dalle folle senza pastore o avere un pensiero genuino e lottare per portalo avanti.

Le calunnie che prendono piede tra gli uomini sono le stesse che portarono al martirio il Cristo; si diffondono ancora oggi e avvelenano le menti.
Sta a noi, ai giovani, farle tacere, anteponendo la verità, perché il nostro grido non sia quello corrotto e spezzante del “Crocifiggilo”, ma sia spontaneamente rivolto al desiderio di salvarsi dalla meschinità e dalla cattiveria che governano l’umanità.
Papa Francesco ieri indossava dei paramenti donati dai rifugiati del Pakistan, per parlare di quanto la gioia e il dolore possano avvicendarsi nella vita, come accadrà durante le celebrazioni della prossima settimana, che, dalla benedizione delle palme, porteranno alla memoria la crocifissione e poi di nuovo la gioia della resurrezione.

Antonella Sanicanti