L’operazione è riuscita senza complicazioni e la diagnosi ha confermato i sospetti dei medici. Ecco cosa sappiamo sulle condizioni del Santo Padre e sul percorso che lo attende dopo l’intervento.

La diagnosi era quella che i medici sospettavano e che, per questo motivo, avevano deciso di intervenire quanto prima. Il Pontefice è stato sottoposto ad un intervento durato circa 90 minuti, il 13 ottobre – giorno della sesta e ultima apparizione della Madonna a Fatima, famosa per il miracolo del sole – con l’asportazione di una parte del polmone.
Si tratta di un adenocarcinoma maligno: ma cerchiamo di capire meglio quali sono le condizioni di salute del Santo Padre e cosa lo aspetta dopo la degenza ospedaliera.
L’operazione di Papa Leone: cosa sappiamo
Un intervento durato circa 90 minuti che “si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e il Santo Padre è rientrato in stanza“: è stata questa la breve nota della Sala Stampa Vaticana diffusa ieri, nella tarda serata, che annunciava la fine dell’operazione chirurgica ai polmoni alla quale Leone XIV è stato sottoposto. L’equipe medica, guidata dal dottor Stefano Margaritora, ha confermato l’asportazione “del lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze” – ha concluso la nota.
Un intervento programmato che ha confermato, anche dall’esame istologico estemporaneo, una diagnosi che i medici già sospettavano all’inizio, quanto il nodulo è stato individuato (e sul quale si è deciso di intervenire): si tratta di “un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori” – come dà conferma, ancora, la nota della sala Stampa Vaticana su bollettino medico emanato dallo stesso staff medico che sta seguendo Papa Leone.
La diagnosi è di un tumore maligno
Questa mattina, il nuovo bollettino medico ha spiegato che “la notte per il Papa è trascorsa tranquilla” e che “ulteriori informazioni saranno date più tardi in giornata“. Il mondo intero si è riunito, ieri, in preghiera per il Santo Padre e continuerà a farlo anche per i prossimi giorni, poiché è prevista una degenza in ospedale, per il Pontefice, che va dal 5 ai 7 giorni. Sono stati anche annullati tutti i suoi impegni ufficiali e non fino al prossimo 20 ottobre. Al momento, però, il viaggio in Perù ed America Latina (in programma a novembre) non è stato ancora annullato.
Una diagnosi, quella di un tumore maligno, che i medici avevano già sospettato dai precedenti esami pre – operatori. Da fonti vaticane, però, fanno sapere che “tutto il tessuto canceroso rimosso totalmente e che i medici non hanno parlato di chemio“.
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Come dicevamo prima, in tutto il mondo si è pregato per la salute del Santo Padre, in particolar mondo durante l’ora della sua operazione, soprattutto dalle parte più in pericolo del mondo, come da Gaza: “Lo accompagniamo da qui con il nostro affetto e la nostra preghiera, sapendo che lui, come sempre, ci rassicura, prega per noi e ci invia la sua benedizione” – ha fatto sapere Padre Romanelli, parroco di Gaza.

Adenocarcinoma polmonare: di cosa di tratta
Ma cos’è un adenocarcinoma polmonare? Si tratta del sottotipo più frequente di tumore al polmone non a piccole cellule (rappresenta circa il 60% dei casi di questa categoria) e che si può sviluppare anche in persone che non hanno mai fumato e che, come neoplasia, nelle fasi iniziali della sua formazione, può non dare alcun sintomo. Essa si sviluppa generalmente nelle zone più periferiche del polmone, in corrispondenza dei bronchi di diametro minore.
All’inizio, non si manifesta con sintomi evidenti ma, fra quelli più comuni, ci sono una tosse persistente, secca e talvolta accompagnata da sangue, difficoltà respiratorie, affanno, respiro corto e dolore al petto ma, insieme a questi, possono manifestarsi anche un senso di debolezza generale, febbre, mancanza di appetito e una perdita di peso inspiegabile. Per individuarlo si utilizzano diversi esami, fra i quali la radiografia del torace, l’ecografia toracica, la Tac, la risonanza magnetica e la Pet.







