Un appello universale che attraversa i confini: Papa Leone XIV rivolge un appello al mondo intero, per chiamare i fedeli a una giornata di preghiera sabato 11 aprile in nome della pace.

Un appello di Papa Leone nel giorno di Pasqua, durante il suo messaggio alle città ed al mondo intero: sabato 11 aprile, vigilia della festa della Divina Misericordia, si pregherà proprio per chiedere il dono della pace.
In un tempo in cui la pace appare un orizzonte lontano, minacciata dai venti di guerra che tentano di spazzarla via, il mondo non deve smettere di sperare e invocare la fine delle ostilità.
Per questo, il Pontefice ha indetto una giornata speciale di preghiera unanime: un appello rivolto a sacerdoti, religiosi e all’intero popolo di Dio. L’obiettivo è far sì che questo grido corale giunga fino al cuore di chi, oggi, sceglie di restare sordo agli inviti alla concordia.
Papa Leone XIV indice una giornata di preghiera per la Pace
I venti di guerra non si sono fermati nemmeno il giorno di Pasqua: dalla Terra Santa, all’Ucraina, passando per i tanti (piccoli o grandi) teatri di guerra sparsi per il mondo. Ovunque le armi non tacciono, come aveva chiesto più volte e a gran voce Leone XIV ma, anzi, continuano a mietere vittime giorno dopo giorno e dove non pare trovarsi una via d’uscita. In occasione del suo primo messaggio pasquale “Urbi et Orbi”, il Papa l’ha detto con forza: “Tacciano le armi“.
Ma, al momento, sono in pochi ad averlo ascoltato. Da ogni parte del mondo, si innalzano ogni giorno preghiere da parte dei fedeli perchè tutto questo cessi e si torni a vivere tranquilli, ma non basta. Perciò, sabato 11 aprile, giorno della vigilia della festa della Divina Misericordia, Papa Leone XIV ha indetto uan giornata di preghiera per la pace: “Invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di san Pietro il prossimo sabato, 11 aprile” – ha dichiarato.

11 aprile: la veglia in San Pietro e in ogni chiesa del mondo
Anche le chiede d’Italia aderiscono a questa importante iniziativa: “Noi cristiani sappiamo che è possibile sperare contro ogni speranza, nonostante la morte che vediamo presente nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge” – ha ricordato, ancora una volta, il Pontefice.
Il presidente della CEI, il Cardinale Zuppi, inivita tutti i religiosi, le religiose e i sacerdoti, insieme a tutto il popolo di Dio, a partecipare e ad aderire, anche all’interno delle singole parrocchie e comunità ecclesiali, a questo momento di preghiera così come voluto dal Papa: “Fermiamo il vortice del dolore, della sofferenza e della devastazione, diciamo il nostro ‘no’ alla guerra, non abituiamoci all’orrore” – ha dichiarato, in una nota, Zuppi.
Se da un lato c’è stato l’invito del Papa a deporre le armi e a cercare di far comprendere che “Dio non ascolta le preghiere di chi fa la guerra e ha le mani che grondano sangue“, come aveva già descritto durante l’omelia della Messa della Domenica delle Palme, dall’altro c’è la forza del popolo di Dio che innalza le sue preghiere e si unisce al proprio Pontefice e prega con lui per la pace.







