Il Papa incontra le forze dell’ordine e parla di misericordia

Papa Francesco è sempre molto sensibile anche alle tematiche sociali

Qualche giorno, fa c’è stata la commemorazione delle vittime della strada, in una giornata a loro dedicata, a livello mondiale.
Il giorno successivo, Papa Francesco ha incontrato i dirigenti e il personale della Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria, in Vaticano.
A parlare per primo, è stato il Capo della Polizia Franco Gabrielli, che ha ricordato casi molto tragici, a cui loro assistono quotidianamente, come le sofferenze di coloro che perdono una persona cara, che si suicida gettandosi sono un treno, preso dalla più terribile disperazione, nonché il “triste primato di morti giovanili per incidenti stradali” o la morte di agenti in servizio che, negli ultimi 50 anni, sono stati 373, tra uomini e donne, della Polizia Stradale e 19 della Polizia Ferroviaria.

Il Papa ha detto: “Sulle strade, l’opera di accertamento delle violazioni, di regolazione del traffico, di prevenzione, soccorso e rilevazione degli incidenti, deve fare i conti con una realtà -quella delle strade- sempre più complessa e tumultuosa”.
Purtroppo, i pericoli sulle strade sono tanti, alcuni causati dal dissesto del manto stesso, dalle impervie strade per raggiungere alcune località, dal maltempo, ma, molto spesso, anche dalla superficialità di chi si mette alla giuda, in preda ad alcol o droga, ad alta velocità o anche rispondendo al cellulare.

“Accanto alle carenze del sistema stradale, bisognoso di ingenti investimenti di ammodernamento e di messa in sicurezza, si deve fare i conti con lo scarso senso di responsabilità da parte di molti conducenti, che sembrano spesso non avvedersi delle conseguenze anche gravi della loro disattenzione (per esempio con l’uso improprio dei cellulari) o della loro sregolatezza”.
Pertanto, il Santo Padre, riconoscendo quanto sia importante e drammaticamente oneroso il compito della Polizia Stradale e della Polizia Ferroviaria, ha invitato i dirigenti e il personale ad una diligenza esemplare e li ha esortati anche a stare accorti a coloro che, invece, per strada sono abbandonati e infreddoliti, con “stile di misericordia con persone bisognose o disagiate”, nelle “innumerevoli situazioni di debolezza e di dolore”.

Perché l’uso della forza (necessaria a volte), del loro “potere”, sia efficace, ma non generi violenza, bisogna imparare a dosare con saggezza gli interventi e a comprendere, sin da subito, che genere di situazione si sta affrontando: “Servono grande saggezza e autocontrollo, soprattutto quando il poliziotto viene visto con diffidenza o sentito quasi come nemico, invece che come custode del bene comune. Quest’ultimo purtroppo è un male diffuso, che in certe zone raggiunge il picco di una contrapposizione tra il tessuto sociale e lo Stato, insieme a quanti lo rappresentano.”.