La nota approvata da Papa Francesco: “La confessione abbia un inviolabile sigillo sacramentale”.
La decisione della Santa Sede.
La nota della Penitenzieria Apostolica è chiara: la confessione ha un inviolabile sigillo sacramentale. Il sacerdote non è il padrone della confessione, ma agisce in nome di Dio. A dare spiegazione della nuova norma è il card. Mauro Piacenza: “Nessuna azione politica o legislativa. È solo uno sforzo ulteriore per dare maggior valore e risalto a un sacramento quale la confessione”.
La penitenzieria Apostolica ha pubblicato questa nota, una nota approvata in primis da papa Francesco. Il card. Piacenza, spiegando l’importanza del nuovo documento, in unione anche alla nuova Costituzione Apostolica, ha voluto ribadire come “vi sia un ruolo sacrale nella confessione, un vero e proprio momento intimo fra Dio e il fedele”.
Attenzione particolare è posta alla riservatezza della confessione: “Il valore della confessione è inestimabile, è un vero segreto. La coscienza del confessore deve basarsi sulla riservatezza, sulla inviolabilità”. La nota della penitenzieria, inoltre, parte anche dalla contestazione della società odierna che vorrebbe anche la confessione affiancata ai nuovi mezzi di comunicazione: “Il desiderio morboso di far circolare notizie, mette a serio rischio la segretezza di un sacramento così importante. Quando il fedele si inginocchia al confessionale, non ha bisogno di social media per parlare a tu per tu con Dio. Per questo, è stato ritenuto urgente affermare l’inviolabilità del segreto confessionale” – ha ribadito il card. Piacenza.
“Non si può in alcun modo giustificare o tollerare alcuna forma di abuso sui minori perpetrati da parte del clero. Nessun compromesso è accettabile in questo caso, nemmeno il segreto confessionale. La nota specifica che la difesa del sigillo sacramentale e la santità della confessione non potranno mai costituire una qualche forma di connivenza con il male” – ha concluso il card. Piacenza.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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