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Discorsi del Papa

Vittime del comunismo in Ucraina, Papa Francesco non le dimentica

Le vittime del comunismo 

In uno dei suoi ultimi discorsi pubblici Papa Francesco ha ricordato ai presenti ed al mondo i milioni di cittadini ucraini morti nel periodo della dittatura comunista a causa dell’Holodomor. Non si tratta come nel caso della Germania Nazista di campi di concentramento, lavori forzati e sterminio programmatico, bensì di una conseguenza della collettivizzazione forzata utile ad eliminare la proprietà privata, accelerare la statalizzazione e la crescita attraverso i “Piani quinquennali“.

Nelle prime fasi di questo processo di statalizzazione forzata, progetto che idealmente avrebbe dovuto portare ad un benessere generalizzato ed ad una più equa distribuzione delle risorse economiche, milioni di contadini e proprietari terrieri vennero privati dei propri possedimenti. Gli Ucraini che abitavano la regione del Caucaso si opposero apertamente alle confische e come punizione vennero incarcerati ed obbligati ai lavori forzati.

I riottosi, però, non furono gli unici a cadere in quel periodo, i restanti abitanti di quelle regioni che coercitivamente avevano consegnato le loro terre soffrirono a lungo la fame non avendo più i loro mezzi di sostentamento (sia le terre che il bestiame erano stati sottratti) e morirono tra atroci sofferenze. Si stima oggi che le vittime di quella politica sono state all’incirca 3,5 milioni, ma di loro si tende spesso a non parlare.

Quale che sia il motivo che ha consegnato alla damnatio memoriae queste vittime, Papa Francesco non ci sta e le ricorda con queste parole: “La tragedia dell’Holodomor, la morte per fame provocata dal regime staliniano con milioni di vittime. Prego per l’Ucraina, perché la forza della fede possa contribuire a guarire le ferite del passato e promuovere oggi cammini di pace”. Il papa ha voluto fare capire con queste parole che se il resto del mondo ha colpevolmente dimenticato quella tragedia, gli ucraini la ricordano bene, ma ciò nonostante invita quel popolo a non vivere nel rancore e nella rabbia, bensì a perdonare e trovare la forza di vedere nel futuro un cammino di pace.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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