Papa Francesco ieri ha presieduto un incontro di preghiera per la pace, voluto ed organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.
“La fraternità è alla base dell’unione di tutta l’umanità”. Con queste parole, il Santo Padre ha chiesto piena e concreta collaborazione a tutti per il mantenimento della pace nel mondo.
Un incontro di preghiera per la pace a Roma quello che si è tenuto ieri pomeriggio, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Un momento in cui i rappresentati delle religioni del mondo si sono riuniti sotto l’unico manto di preghiera per chiedere, a gran voce, una cola cosa: il mantenimento della pace in ogni angolo della Terra.
Papa Francesco, che ha presieduto l’incontro, ha più volte rimarcato il tema e il suo relativo valore: “La fraternità, che sgorga dalla coscienza di essere un’unica umanità, deve penetrare nella vita dei popoli, nelle comunità, tra i governanti, nei consessi internazionali. Il mondo ha un ardente bisogno di pace, perché la pace è priorità di ogni politica e Dio chiederà conto a chi non la ha cercata”.
Luoghi diversi, varie confessioni religiose, ora un unico e solo luogo, quale Piazza del Campidoglio: qui tutti, indipendentemente dal loro credo hanno chiesto la pace. Papa Francesco ha concluso con la sua personale riflessione.
“La Comunità di Sant’Egidio celebra ogni anno nello spirito dell’incontro di Assisi convocato da San Giovanni Paolo II nel 1986. In quella visione di pace, c’era un seme profetico che, passo dopo passo, grazie a Dio è maturato, con inediti incontri, azioni di pacificazione, nuovi pensieri di fratellanza […]
I credenti hanno compreso che la diversità di religione non giustifica l’indifferenza e l’inimicizia, che piuttosto proprio a partire dalla fede si può diventare artigiani di pace e non spettatori inerti del male della guerra e dell’odio” – ha specificato il Pontefice.
“Nessun popolo, nessun gruppo sociale potrà conseguire da solo la pace, il bene, la sicurezza e la felicità. Nessuno. Il futuro è nella fraternità, che deve penetrare nella vita dei popoli, nelle comunità, tra i governanti, nei consessi internazionali, in modo da far lievitare la consapevolezza che ci si salva soltanto insieme, incontrandosi, negoziando, smettendo di combattersi, riconciliandosi, moderando il linguaggio della politica e della propaganda, sviluppando percorsi concreti per la pace” – ha concluso il Santo Padre.
Un vero e proprio appello alla pace ed alla concordia comune. In un mondo dove la guerra sembra tornata, vediamo fallire davanti a noi ogni tipo di politica e di umanità. La pace sembra allontanarsi sempre di più, e questo non possiamo permettercelo.
Seguiamo a pieno l’appello del Santo Padre: nessuno arriva da solo alla pace.
Fonte: acistampa.com
ROSALIA GIGLIANO
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