Papa Francesco: ecco l’omelia della Messa Crismale del Giovedì Santo

Papa Francesco e l'omelia del Giovedì Santo 2018
Papa Francesco

Pochi istanti fa, si è svolta, anche in Vaticano, come ogni Giovedì Santo, la Messa Crismale, in cui, tra l’altro, vengono benedetti i tre oli particolari, di cui la chiesa farà uso durante le celebrazioni dell’anno: l’olio crismale, l’olio catecumenale, l’olio degli infermi.

Durante l’omelia, Papa Francesco ha citato Gesù e il suo comportamento tra la gente: “Ha scelto di essere uno che sta vicino al suo popolo. Trent’anni di vita nascosta! Solo dopo, comincerà a predicare. E’ la pedagogia dell’incarnazione, dell’inculturazione. La vicinanza è più che il nome di una virtù particolare, è un atteggiamento che coinvolge tutta la persona, il suo modo di stabilire legami, di essere contemporaneamente in sé stessa e attenta all’altro”.

E Gesù, che in questo giorno Santo affida agli Apostoli il mandato sacerdotale, mostra come i nostri pastori dovrebbero accogliere e guidare i fedeli, loro affidati dalla grazia di Dio: ”Per la gente un sacerdote è vicino quando c’è sempre e quando sa trovare una parola per ognuno. Preti vicini, che ci sono, che parlano con tutti … Preti di strada”.
Così, come ribadisce il Papa “la vicinanza è la chiave dell’evangelizzatore”, “chiave della verità. La verità è anche fedeltà, quella che ti permette di nominare le persone col loro nome proprio, come le nomina il Signore, prima di classificarle o di definire la loro situazione. Qui c’è la brutta cultura dell’aggettivo … Non l’aggettivo fatto sostanza!”.

E come può un sacerdote trovare il modo più sano per stare accanto alle persone che a lui si affidano? A quali aspetti dovrebbe dare più peso, mentre cerca di venire incontro alle esigenze di tutti?
Il Santo Padre specifica anche il modo in cui il sacerdote dovrebbe comportarsi, perché nessuno si senta abbandonato.

E’ necessario il dialogo spirituale, in primo luogo, che si può comprendere nell’incontro tra Gesù e la Samaritana: “Il Signore le insegna a riconoscere prima di tutto come adorare, in Spirito e verità; poi, con delicatezza, la aiuta a dare un nome al suo peccato e infine si lascia contagiare dal suo spirito missionario e va con lei a evangelizzare nel suo villaggio”.

E’ necessaria, poi, la vicinanza nella Confessione, “contemplando il passo della donna adultera. Lì si vede chiaramente come la vicinanza è decisiva, perché le verità di Gesù sempre avvicinano e si dicono a tu per tu”.

E’ necessaria, infine, la “vicinanza della predicazione: l’omelia è la pietra di paragone per valutare la vicinanza e la capacità di incontro, di un Pastore con il suo popolo. Nell’omelia si vede quanto vicini siamo stati a Dio nella preghiera e quanto vicini siamo alla nostra gente nella sua vita quotidiana”.

Antonella Sanicanti