“Tanti ancora oggi sono i perseguitati”. Papa Francesco concentra la sua attenzione su un tema forte, durante la sua Udienza.
Analizzando l’ultima Beatitudine, Papa Francesco riflette sul tema di come, ancora oggi, tanti sono i cristiani perseguitati a causa del loro credo.
Dopo alcune settimane, che hanno visto le sue meditazioni e le sue Udienze spostarsi da Piazza San Pietro allo streaming nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre chiude il suo ciclo sulle Beatitudini. “Il sentiero delle Beatitudini è un cammino pasquale che conduce da una vita secondo il mondo a quella secondo Dio, da un’esistenza guidata dalla carne a quella guidata dallo Spirito”.
Papa Francesco ci pone davanti a un bivio: il peccato che ci svia dalla strada che Dio ha tracciato per noi. Il peccato crea delle sue strutture, che ci porta a non accettare le Beatitudini, a rifiutarle e a vivere lontano da Dio e solo secondo le regole del mondo: “Se il mondo vive in funzione del denaro, chiunque dimostri che la vita può compiersi nel dono e nella rinuncia diventa un fastidio per il sistema dell’avidità. In questo caso, la vita cristiana è vista, per loro come un vero rimprovero, come un fastidio”.
E, proprio, concentrando la sua attenzione sul testo della beatitudine “Beati coloro che sono perseguitati”, Francesco, a malincuore, afferma che ci sono ancora tanti cristiani perseguitati: “È doloroso ricordare che, in questo momento, ci sono molti cristiani che patiscono persecuzioni in varie zone del mondo, e dobbiamo sperare e pregare che quanto prima la loro tribolazione sia fermata”.
Il Santo Padre li annovera allo stesso modo dei martiri della prima Chiesa nascente: come loro patirono e donarono la vita per Cristo, così anche oggi tanti sono coloro che donano la loro vita pur di non rinnegare la loro fede. I nuovi perseguitati rappresentano “le membra sanguinanti del corpo di Cristo, che è la Chiesa” – conclude.
Papa Francesco, in ultimo, ci invita ancora una volta a non smettere di pregare, in particolare nel momento storico che stiamo vivendo. La preghiera è l’unica arma che ci difende, che ci àncora a Cristo, che ci affianca a Maria nella lotta specie contro questo virus.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.it
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