Papa Francesco: “La Chiesa deve crescere nella carità”

Come sempre le parole di Papa Francesco invitano quanto meno ad una riflessione. Nell’ultima intervista, rilasciata a ‘Figaro’, il Santo Padre parla delle unioni omosessuali, della così detta teoria ‘Gender’, ma anche del tradizionalismo della Chiesa e del progresso. Per quanto riguarda il matrimonio, Papa Francesco non ha dubbi: “ ‘Matrimonio’ è una parola storica. Da sempre, nell’umanità, e non solamente nella Chiesa, s’intende cosa di un uomo e una donna. Non si può cambiare questa cosa così, alla carlona… […] Non si può cambiare questo. È la natura delle cose. Le cose sono così”. Quindi in linea con la tradizione cattolica spiega che la natura delle cose non può essere cambiata ed afferma che nonostante questo c’è una piccola parte della società che vorrebbe farlo, andando contro ad una legge di natura: “Perché il genere, essere una donna o un uomo, sarebbe una scelta e non un fatto di natura? Ecco cosa favorisce questo errore. Ma diciamo le cose come stanno: il matrimonio è un uomo e una donna. Ecco il termine preciso. E chiamiamo “unione civile” l’unione dello stesso sesso”.

Fin qui le parole del Papa non stimolano ad alcuna ulteriore riflessione, il matrimonio è uno e non ci sono teorie o periodi storici che possano cambiare questo stato di cose. Poi, però, nella stessa intervista Papa Francesco parla di dottrina, del contrasto tra progresso e tradizione e lo fa lasciando intendere che il rispetto della tradizione non si colloca nell’immobilismo, bensì nel colloquio e nella crescita, elementi che consentono il progresso: “Il dialogo col mondo che ci circonda. Il dialogo fa crescere. Se non si dialoga, non si può crescere: si resta racchiusi, piccoli… nani. Non posso accontentarmi di camminare coi paraocchi: io devo guardarmi intorno e dialogare. Il dialogo fa crescere, e fa crescere la tradizione. Dialogando ed ascoltando un’altra opinione posso, come nel caso della pena di morte, della tortura, dello schiavismo, cambiare il mio punto di vista. Senza cambiare la dottrina. La dottrina è cresciuta con la comprensione. Ecco la base della tradizione”.

Quindi conclude, almeno questa la scelta dell’articolista, con una critica al ‘Tradizionalismo’, ovvero a quella tendenza esistente all’interno della Chiesa che vorrebbe l’immobilismo e che vede in ogni forma di progresso un cambio traumatico: “L’ideologia tradizionalista ha una fede così [mima i paraocchi con le mani]: la benedizione deve darsi così, le dita durante la messa devono stare così, “con i guanti”, “come si faceva prima”… Ciò che il Vaticano II ha fatto della liturgia è stato veramente una grandissima cosa. Perché ha aperto il culto di Dio al popolo. Adesso il popolo partecipa “. In una stessa intervista, dunque, il pontefice passa dall’abbracciare la tradizione contro le unioni tra persone dello stesso sesso, all’avallare un dialogo che permetta alla Chiesa di essere al passo con i tempi e gli permetta di evolversi.

Le parole di Papa Francesco possono sembrare messe insieme per pura casualità, ma non è così. Egli vuole fare intendere che la Chiesa, così come ha sempre fatto nel corso dei secoli, deve adattarsi allo spirito del tempo da un punto di vista formale, il che non presuppone un cambiamento dei punti saldi della dottrina, la quale rimane sempre la stessa sin dal suo principio, poiché i suoi valori non passano di moda ma rimangono sempre attuali. La critica al ‘Tradizionalismo’ si basa proprio su questo presupposto, per il pontefice è inutile fissarsi su un punto specifico della tradizione ecclesiastica, l’importante è portare avanti il messaggio principe della dottrina.