Papa Francesco invita ad ascoltare il grido d’aiuto degli schiavi della tratta

Papa Francesco invita ad ascoltare il grido d'aiuto degli schiavi della trattaIn occasione della Giornata per la Vita che si terrà il 17 giugno, il Santo Padre ha inviato, attraverso nunzio apostolico, un messaggio alla diocesi inglese in cui invita i cattolici britannici a rivolgere un pensiero e le proprie preghiere alle vittime della tratta di esseri umani. Nella missiva giunta all’arcivescovo Edward Joseph Adams, papa Francesco rivolge una preghiera al “Dio della Misericordia” affinché le catene che tengono legati gli schiavi della tratta umana vengano spezzate e questi possano essere finalmente liberi. Nella preghiera papa Francesco chiede a Dio che tutti coloro che sono vittime di maltrattamenti, di schiavitù o che ne siano solamente stati minacciati possano essere finalmente liberi, allo stesso modo chiede che coloro che ne sono stati vittime in passato ed hanno superato indenni (fisicamente) questo disumano traffico, possano finalmente essere mentalmente liberi da quell’incubo.

Papa Francesco ed il tema della tratta degli schiavi

Non è la prima vola che il pontefice rivolge il proprio pensiero alle vittime dei trafficanti di esseri umani. Quello più importante risale sicuramente all’ultima esortazione apostolica ‘Gaudete et Exultate‘ in cui il Santo Padre elogia la lotta in difesa della vita non ancora formata (quella del movimento pro vita) ma chiede allo stesso modo che si presti attenzione a chi nel mondo c’è già e vive in condizioni di indigenza: “Ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria, nell’abbandono, nell’esclusione, nella tratta di persone, nell’eutanasia nascosta dei malati e degli anziani privati di cura, nelle nuove forme di schiavitù, e in ogni forma di scarto”.

Il medesimo messaggio è contenuto nell’esortazione finale presente nella lettera inviata all’arcivescovo Adams, in cui si legge che Dio possa aprirci gli occhi e permetterci di vedere “La terribile miseria” in cui vivono coloro che, attraverso la tratta di esseri umani, sono privati della dignità oltre che della libertà, così da poter ascoltare senza indugio il loro “Grido d’aiuto”.

Luca Scapatello