“C’è sempre il pericolo della corruzione”. Lo ha affermato il Papa in un’intervista al giornale olandese di strada Straatnieuws, un quotidiano dei senzatetto di Utrecht. Nel colloquio integrale con i redattori, Francesco parla dell’aiuto della Chiesa ai più poveri e osserva: un credente non può vivere da faraone. Alessandro Guarasci:
Il clima di questo colloquio col Papa a Santa Marta è rilassato. Gli stessi redattori del giornale di strada olandese Straatnieuws descrivono il Pontefice come “un uomo calmo e amichevole, ma allo stesso tempo energico e preciso”. I temi dell’intervista solo legati alla più stretta attualità.
Con i governi accordi trasparenti, c’è sempre il pericolo della corruzione
I beni della Chiesa servono per ospedali e scuole
Sui beni della Chiesa, Francesco dice che servono per mantenere “le strutture” della Chiesa stessa, ma anche che per “tante opere che si fanno nei Paesi bisognosi: ospedali, scuole”; anche le opere artistiche come la Pietà di Michelangelo non possono essere vendute perché sono “tesori dell’umanità”. E “questo vale per tutti i tesori della Chiesa. Ma abbiamo cominciato a vendere dei regali e altre cose che mi vengono date”.
Credente non può fare vita da faraone
Mi sento libero a Santa Marta
Poi i temi un po’ più intimi: non si aspettava di essere eletto Papa, non ha “perso la pace. E questo è una grazia di Dio”. Alla domanda: “Continuerà questo lavoro fino a quando ne sarà in grado?”, lui risponde: “Sì”. Preferisce rimanere a Santa Marta perché lì si sente “libero”, anche se gli “manca la strada”, non gli manca invece il contatto con la gente che incontra alle udienze generali o quando va nelle parrocchie. Da bambino giocava a calcio ma aveva “due gambe sinistre”, insomma non era forte. Che cosa voleva fare da piccolo quando aveva quattro anni?: “Il macellaio”.
fonte:radiovaticana
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