Papa Francesco: “Nel dono c’è il riflesso dell’amore di Dio”

Papa FrancescoNella lettera indirizzata alla prossima Giornata Mondiale del Malato, Papa Francesco ricorda come il volontariato, il donarsi all’altro sia riflesso dell’amore di Dio.

Il messaggio di papa Francesco in vista della Giornata Mondiale del Malato che si terrà in forma solenne il prossimo 11 febbraio (memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes), si sofferma sulla prima caratteristica del volontariato: la gratuità. Il Santo Padre infatti evidenzia come proprio l’atto di donarsi al prossimo senza aspettarsi nulla in cambio sia ciò che permette di tramutare la cura in un rapporto, in un’occasione per ritrovare la speranza e continuare a vivere anche nelle condizioni più difficili. Il volontariato, ha spiegato ancora Bergoglio, deve essere caratterizzato sicuramente da professionalità, ma non potrebbe esistere se non venisse associato a gesti di gentilezza e fraternità in grado di creare un legame.

Proprio per fare capire l’importanza del dono, papa Francesco sottolinea la differenza tra questo ed il regalo, spiegando come il dono sia qualcosa di più intimo e più duraturo: “Il donare non si identifica con l’azione del regalare perché può dirsi tale solo se è dare sé stessi, non può ridursi a mero trasferimento di una proprietà o di qualche oggetto. Si differenzia dal regalare proprio perché contiene il dono di sé e suppone il desiderio di stabilire un legame”, dice Bergoglio che in seguito aggiunge: “Nel dono c’è il riflesso dell’amore di Dio”.

Papa Francesco: “La Gratuità è il lievito del volontario”

Il dono dunque viene visto da papa Francesco come un sinonimo della carità cristiana su cui si dovrebbe basare il quotidiano di ogni fedele. Attraverso i gesti di fratellanza e amore verso il prossimo si crea una comunità solida, disposta a spendersi per l’altro senza che i personalismi e le frammentazioni della società moderna si intromettano. I gesti per donarsi sono molteplici, iniziano da una semplice parola di conforto, da una carezza, da un abbraccio in un momento di bisogno, continuano attraverso il dialogo, la presenza costante e l’aiuto nella difficoltà e tutto questo va fatto senza aspettarsi nulla in cambio, poiché solo in questo modo si riesce a creare un rapporto sincero, scevro dell’interesse economico o professionale. Per questo il messaggio del pontefice si conclude da dove è iniziato, ovvero dalla gratuità: “La gratuità umana è il lievito dell’azione dei volontari che tanta importanza hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano”.

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Luca Scapatello