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Papa Francesco: Dio fa sapere che Lui stesso regnerà sul suo popolo.

Il Papa continua nelle sue catechesi sulla Misericordia, nessun male nel mondo può allontanarci dall’amore incondizionato e paterno di Dio. Il Santo Padre aprendo la porta santa della cattedrale di San Giovanni in concomitanza di tutte le diocesi del mondo ha voluto unire l’intera umanità nel tempo di grazia del grande perdono.

Il Papa a san Giovanni in Laterano: Inizia il tempo del grande perdono. Gioia, nonostante “grandi soprusi e violenze”
Papa Francesco apre la Porta Santa nella cattedrale di Roma, in contemporanea con le cattedrali del mondo. “Non possiamo lasciarci prendere dalla stanchezza” o dalla “tristezza” davanti alle “molteplici forme di violenza che feriscono questa nostra umanità”. Compiere opere di giustizia e “guardare alle necessità di quanti sono nel bisogno”. Chi è cristiano è chiamato a un” impegno più radicale”: “essere strumenti di misericordia”, “testimoniare un amore che va oltre la giustizia, un amore che non conosce confini”.
L’apertura della Porta Santa “qui e in tutte le cattedrali del mondo… è un invito alla gioia. Inizia il tempo del grande perdono”. Tale gioia resiste anche dentro a “grandi soprusi e violenze, ad opera soprattutto di uomini di potere”. Sono le note di speranza che papa Francesco ha espresso nella sua omelia alla messa celebrata nella basilica di san Giovanni in Laterano, in occasione dell’apertura della Porta Santa in quella che è la cattedrale di Roma. Il rito della messa è iniziato nell’atrio della basilica. Dopo l’apertura della porta, il papa si è soffermato in silenzio in preghiera all’interno, per poi andare in processione insieme ai concelebranti e alcuni laici verso il presbiterio per continuare la celebrazione.

Secondo le indicazioni del pontefice oggi, domenica terza di Avvento, vengono aperte le Porte Sante in tutte le cattedrali del mondo, dopo quella aperta dal papa a Bangui (Centrafrica) e a san Pietro.

La terza domenica di Avvento è definita “domenica Gaudete”, del rallegrarsi a causa del “Natale ormai vicino”.

La vicinanza del Natale e l’apertura della Porta Santa sono il motivo della gioia. “Non possiamo – ha detto – lasciarci prendere dalla stanchezza; non ci è consentita nessuna forma di tristezza, anche se ne avremmo motivo per le tante preoccupazioni e per le molteplici forme di violenza che feriscono questa nostra umanità”.

“In un contesto storico di grandi soprusi e violenze, ad opera soprattutto di uomini di potere, Dio fa sapere che Lui stesso regnerà sul suo popolo, che non lo lascerà più in balìa dell’arroganza dei suoi governanti, e che lo libererà da ogni angoscia. Oggi ci viene chiesto che ‘non ci lasciamo cadere le braccia’ (cfr Sof 3,16) a causa del dubbio, dell’impazienza o della sofferenza”.

Il papa cita poi il vangelo di oggi (Luca 3,10-18), in cui le folle domandavano a Giovani il Battista “cosa dobbiamo fare” in attesa del Messia. Giovanni “invita ad agire con giustizia e a guardare alle necessità di quanti sono nel bisogno”. Ma ai cristiani – aggiunge Francesco – “viene chiesto un impegno più radicale”.

“Davanti alla Porta Santa che siamo chiamati a varcare, ci viene chiesto di essere strumenti di misericordia, consapevoli che saremo giudicati su questo”.

“La gioia di attraversare la Porta della Misericordia – ha aggiunto – si accompagna all’impegno di accogliere e testimoniare un amore che va oltre la giustizia, un amore che non conosce confini. È di questo infinito amore che siamo responsabili, nonostante le nostre contraddizioni”.

“Preghiamo – ha concluso – per noi e per tutti coloro che attraverseranno la Porta della Misericordia, perché possiamo comprendere e accogliere l’infinito amore del nostro Padre celeste, che trasforma e rinnova la vita”.

Fonte:asianews.it

 

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