Papa Francesco: “I demoni educati ci spingono alla mediocrità”

Papa Francesco
(Gettyimages)

Nell’omelia odierna papa Francesco spiega ai fedeli che il demonio cerca di diventare amico e si presenta educatamente spingendoci alla mediocrità, quando comprende che con i vizi non può tentarci.

Leggendo un passo del Vangelo secondo Luca in cui Gesù viene accusato di aver scacciato il demone dal posseduto tramite Belzebù, il Santo Padre introduce l’argomento della lotta al male, avvertendo i fedeli di fare attenzione ai “demoni educati”, quelli che non si presentano tramite possessione o vizio, ma che fingendosi amici portano i soggetti a diventare tiepidi nella fede e li spingono ad un esistenza di mediocrità. Il pontefice spiega, infatti, che il demonio può distruggere attraverso i vizi (una persona) o attraverso guerre e pestilenze, ma quando non ci riesce poiché l’opera di Dio glielo impedisce, si fa furbo e si ripresenta in maniera subdola e sottile.

“L’essenza del Demonio è distruggere”

L’unico motivo che spinge il signore degli inferi a comportarsi in questo modo è perché la sua stessa vocazione è quella di far crollare l’opera di Dio: “L’essenza del demonio è distruggere”, aggiunge papa Francesco. Proprio questa sua essenza lo induce a lottare con quelle persone che gli resistono, con loro si fa furbo, vede se un vizio li tenta e quando capisce che una simile strategia non attecchisce entra più delicatamente nel loro cuore ed una volta dentro non esce più: “Il demonio, quando prende possesso del cuore di una persona, rimane lì, come a casa sua e non vuole uscirne”. Tale opera gli è possibile, però, solo quando il fedele smette di credere alla sua esistenza e ignora quelli che sono i segni di tale influenza.

“Ho più paura dei demoni educati”

Continuando la propria omelia, il Santo Padre spiega ai fedeli di avere maggiore timore di questo genere di influenza maligna che di quella conclamata ed evidente: “Ho più paura di questi demoni che dei primi”, dice mettendo in guardia i fedeli dal cadere nella mediocrità spirituale, quindi aggiunge: “Quando mi dicono: ‘Abbiamo bisogno di un esorcista perché una persona è posseduta dal diavolo’, non mi preoccupo tanto come quando vedo questa gente che ha aperto la porta ai demoni educati, a quelli che persuadono da dentro di non essere tanto nemici”.

Vigilanza e Calma

Nel concludere l’omelia sulle tentazioni nascoste nella mondanità, le stesse che ti fanno percepire l’allontanamento dalla fede come un processo naturale e senza ripercussioni, il pontefice ribadisce di essersi chiesto spesso cosa sia peggio tra una persona che vive in uno stato di mediocrità spirituale senza rendersi conto di commettere peccati e chi invece commette peccati di continuo provandone vergogna. Quindi spiega di essersi risposto che è meglio peccare se sia contezza del peccato e si può arrivare a chiedere il perdono, piuttosto che trovarsi nella seconda situazione. Al fine di non incorrere in questo rischio, dunque, invita i fedeli ad avere vigilanza e calma: “Davanti a questi demoni educati che vogliono entrare per la porta di casa come invitati a nozze, diciamo: ‘Vigilanza e calma’. Vigilanza: questo è il messaggio di Gesù, la vigilanza cristiana”.

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Luca Scapatello