“L’atteggiamento antisemitico è contrario in tutto ai principi cristiani e a ogni visione che sia degna dell’uomo”. Lo ha detto il Papa, ricevendo stamani in Vaticano una delegazione dell’Anti-Defamation League, l’organismo nato nel 1913 negli Stati Uniti, con l’obiettivo di combattere i tentativi di diffamazione nei confronti del popolo ebreo. Il servizio di Giancarlo La Vella:
L’antisemitismo è un male che ancora oggi sopravvive in diverse società. Il Papa ricorda che “se la cultura dell’incontro e della riconciliazione genera vita e produce speranza, la non-cultura dell’odio semina morte e miete disperazione”. Poi ricorda il viaggio fatto lo scorso anno nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau:
“Non ci sono parole e pensieri adeguati di fronte a simili orrori della crudeltà e del peccato; c’è la preghiera, perché Dio abbia pietà e perché tali tragedie non si ripetano”.
Francesco deplora l’atteggiamento antisemitico in ogni sua forma come contrario in tutto ai principi cristiani e ad ogni visione che sia degna dell’uomo. Ricordando un celebre discorso di San Giovanni Paolo II, Francesco afferma con forza: “L’indicibile iniquità della Shoah non sia mai più possibile”, un obiettivo al quale concorre la Chiesa:
“La Chiesa cattolica si sente particolarmente in dovere di fare quanto è in suo potere, insieme ai nostri amici ebrei, per respingere le tendenze antisemite”.
Ma l’antisemitismo – sottolinea il Pontefice – è tutt’oggi ancora diffuso. Ma più che in passato – afferma il Santo Padre – attualmente strumenti come l’informazione e la formazione possono aiutarci a combattere questa piaga, e poi continua:
“Custodire il sacro tesoro di ogni vita umana, dal concepimento sino alla fine, tutelandone la dignità, è la via migliore per prevenire ogni forma violenta. Di fronte alla troppa violenza che dilaga nel mondo, siamo chiamati a un di più di nonviolenza, che non significa passività, ma promozione attiva del bene. Infatti, se è necessario estirpare l’erba del male, è ancora più urgente seminare il bene: coltivare la giustizia, accrescere la concordia, sostenere l’integrazione, senza mai stancarsi; solo così si potranno raccogliere frutti di pace”.
Quindi l’incoraggiamento del Papa “a promuovere la cultura e favorire dovunque la libertà di culto, anche proteggendo i credenti e le religioni da ogni manifestazione di violenza e strumentalizzazione”. Atti questi, che sono i migliori antidoti contro l’insorgere dell’odio. Infine la gratitudine del Papa all’associazione “per il dialogo che, a vari livelli, alimentate con la Chiesa Cattolica”.
fonte: radiovaticana
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