Per chi non lo ricordasse don Vincenzo Puglisi era il sacerdote di Brancaccio che a cavallo tra gli anni ’80 ed i ’90 si oppose al reclutamento dei giovani palermitani da parte della mafia. In quel periodo (come accade anche adesso) la criminalità organizzata attingeva a piene mani nei quartieri poveri cooptando i ragazzini bisognosi di lavoro per le attività criminali. Don Puglisi non ci stava a rimanere immobile davanti ad una simile situazione ed ha quindi cominciato ad aiutare i ragazzi di Brancaccio, mostrando loro una via differente da quella che a loro sembrava l’unica percorribile.
L’impegno di questo sacerdote ha cominciato ad infastidire i due boss della zona Filippo e Giuseppe Graviano che in un primo momento mandarono delle minacce al parroco. Questo, però, non si lasciò intimidire da quei tentativi di dissuasione e non rese nemmeno pubbliche le minacce, continuando a lavorare con e per i ragazzi. I capi mafia si sono sentiti sfidati e nel giorno del suo 56° compleanno decisero di porre fine alla sua vita con un colpo di pistola alla nuca. E’ stato raccontato che le ultime parole del sacerdote ai suoi assassini sono state: “Me l’aspettavo”. Riconosciuti i suoi meriti, il Vaticano lo ha beatificato 5 anni fa.
Luca Scapatello
La Chiesa, insieme alle testimonianze di santi e mistici, ci ricorda quanto sia importante pregare…
Scelse di rinunciare a una vita agiata e alla carriera cavalleresca per dedicarsi a Dio.…
Affidarsi al Sacro Cuore di Gesù significa confidare in un amore che non abbandona, ma…
Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco riflette sulla parabola dell'amministratore disonesto,…
Concludiamo questa giornata affidando a Gesù tutto ciò che abbiamo vissuto: le gioie, le fatiche,…
Un evento straordinario accade davanti ai fedeli raccolti in preghiera che rimangono esterrefatti: l’Ostia consacrata…