Il monito di Papa Francesco, durante il viaggio di ritorno dal Marocco, è stato chiaro.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Santo Padre ha rivolto un appello a tutti: accogliere chi ha bisogno.
Papa Francesco ha le idee chiare: il dialogo con i popoli e con le varie religioni è fondamentale: “Ora abbiamo piantato i fiori. Presto nasceranno i frutti. La fraternità che abbiamo sigillato con i fratelli musulmani è segno di libertà, di un’accoglienza davvero grande”. Di ritorno dal viaggio in Marocco, papa Francesco si intrattiene a parlare con i giornalisti a suo seguito, rispondendo alle loro domande con la sua chiarezza e semplicità di sempre.
Non solo dialogo religioso, ma anche volontà e pace fra gli aspetti toccati dal Santo Padre, in particolare nel suo dialogare con il re del Marocco: un dialogo fraterno, come lui lo ha definito e vedere la città di Gerusalemme come il centro delle religioni è stato un altissimo passo in avanti, un passo fatto di consapevolezza e dialogo ecumenico ed interreligioso: “Tutti siamo cittadini di Gerusalemme, tutti noi credenti”.
Ma l’attenzione di Papa Francesco viaggia sulla rotta migranti: “Non bisogna costruire muri o barriere. Non entra nella mia testa vedere bambini che muoiono nel Mediterraneo. Trafficanti di uomini, di armi…tutto questo è assurdo: l’Unione Europea, tutta l’umanità deve porsi il problema, ma soprattutto cercare una soluzione. Seguendo anche ciò che Gesù disse: ero forestiero e mi avete accolto”.
Il tema dei migranti e dei muri: più volte Papa Francesco è ritornato su questo tema. E lo farà fino a quando tutti, davvero tutti, lo avranno ascoltato.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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