La novità introdotta da Papa Francesco riguarda Marta, Maria e Lazzaro

I Santi Marta, Maria e Lazzaro, gli amici di Gesù, sono al centro della decisione del Santo Padre. 

gesù con marta e maria
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I Santi Marta, Maria e Lazzaro avranno un giorno di festa dedicato a loro nel calendario liturgico. Sarà il 29 luglio la loro ricorrenza. Non più solo Santa Marta, ma anche i suoi fratelli Lazzaro e Maria. Papa Francesco ha stabilito la data, sottolineando l’importanza della loro testimonianza evangelica.

Marta, Maria e Lazzaro: la decisione di Papa Francesco

Con una disposizione voluta da Papa Francesco, dopo la richiesta arrivata da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il giorno 29 luglio sarà, a decorrere da quest’anno, non più la sola “festa di Santa Marta”, ma la festa dei Santi Marta, Maria e Lazzaro.

Il decreto, a firma del prefetto del Dicastero, il Cardinale Sarah, specifica e sottolinea “l’importante testimonianza evangelica offerta dai tre fratelli nell’ospitare in casa il Signore Gesù, nel prestargli ascolto cordiale, nel credere che egli è la risurrezione e la vita” – si legge nel documento.

Nella casa di Betania, il Signore Gesù ha sperimentato lo spirito di famiglia e l’amicizia di Marta, Maria e Lazzaro. Marta gli offrì generosamente ospitalità, Maria ascoltò docilmente le sue parole e Lazzaro uscì prontamente dal sepolcro per comando di Colui che ha umiliato la morte” – continua il documento.

Da quest’anno, sarà menzionato all’interno di tutti i Calendari e Libri liturgici questa nuova festa, sia per la Celebrazione della Santa Messa che per la Liturgia delle Ore.

Marta legata alle cose del mondo; Maria, invece, ascolta Gesù

Due sono i passi emblematici attraverso i quali capire l’importanza della figura di questi tre Santi. Il Vangelo di Luca, al cap.10 , 38 – 42, racconta proprio di come Gesù incontra le due sorelle: “Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi.

Pertanto, fattasi avanti, disse: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma Gesù le rispose: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”.

Marta, felice, riconosce il Signore e lo accoglie, sì, nella sua umile dimora, ma non riesce a capire subito l’immenso dono che, quel giorno, è entrato nella sua casa. A differenza di Maria, che subito si siede lì, vicino a Gesù, ed ascolta tutti i suoi insegnamenti.

Come a comprendere che è la Parola di Dio ad esser entrata in casa sua. Marta, invece, è distratta dalle sue faccende, tanto che Gesù la istruisce dicendole: “Una sola è la cosa di cui c’è bisogno e Maria ha scelto la parte migliore”.

Le cose del mondo non sono da disprezzare, ma alla base della nostra vita deve esserci sempre l’ascolto della Parola di Dio, come prima azione della nostra giornata.

Lazzaro: la morte non segna l’uomo, se ha vera fede

Gesù è addolorato per la morte di uno dei suoi più cari amici e subito si reca dalle sorelle per capire cosa è successo. Molti pensano che sia arrivato troppo tardi, Lazzaro è già morto. Ma sono le parole di Gesù a colpire tutti, a partire proprio dalle sue sorelle.

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Quel “Lazzaro, vieni fuori”, come disse anche Papa Francesco in una sua omelia, “Questo grido perentorio è rivolto ad ogni uomo perché tutti siamo segnati dalla morte”. Una morte che, se la nostra fede è salda, non ci segna del tutto.

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“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” – ha detto Gesù alle sorelle di Lazzaro ma, in fondo, ad ognuno di noi. “Le parole di Gesù fanno passare la speranza di Marta dal lontano futuro al presente: la risurrezione è già vicina a lei, presente nella persona di Cristo” – ci spiega il Pontefice.

La festa di questi tre Santi, amici di Gesù, ci aiuti a comprendere l’importanza di una vera testimonianza evangelica.

ROSALIA GIGLIANO

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