Il Papa all’Angelus: la Trinità chiama l’uomo a una missione. Ecco quale

La Trinità è un “mistero che ci ha rivelato Gesù Cristo” e le persone che la compongono non sono “emanazioni di Dio”. Così ha esordito papa Francesco nel commentare la liturgia di oggi.

papa angelus 30 maggio
Foto: Vatican News -Youtube

In occasione dell’Angelus, il Santo Padre ha ricordato innanzitutto la sintesi del mistero trinitario, suggerita dal Vangelo di Giovanni, “che riassume tutta la Rivelazione: «Dio è amore»” (1Gv 4,8.16).

La vera missione di cui l’uomo è investito

Proprio in quanto amore, Dio “non è solitudine ma comunione. L’amore, infatti, consiste nel “dono di sé”, che il Padre manifesta “generando il Figlio”. Un amore ricambiato e reciproco, che si sostanzia nello “Spirito Santo, vincolo della loro unità”.

Il “mistero della Trinità” ci è stato rivelato da Gesù stesso, che “ci ha fatto conoscere il volto di Dio come Padre misericordioso e “ha presentato Sé stesso, vero uomo, come Figlio di Dio e Verbo del Padre”. È sempre Gesù che “ha parlato dello Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio, Spirito di Verità, Spirito Paraclito, cioè nostro Consolatore e Avvocato”.

Unità e comunione

Altro aspetto rilevante del mistero trinitario è nell'”unità alla quale chiama Gesù, fra noi, seguendo l’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo“. Da questa unità “non si può prescindere“, perché “la bellezza del Vangelo richiede di essere vissuta“.

Un’unità che è “essenziale“, perché “nasce dall’amore, dalla misericordia di Dio, dalla giustificazione di Gesù Cristo e dalla presenza dello Spirito Santo nei nostri cuori“, ha aggiunto il Papa a conclusione della meditazione evangelica.

Dopo l’Angelus

A conclusione della preghiera mariana, Francesco ha ricordato la beatificazione, celebrata ieri ad Astorga, in Spagna di tre martiri della guerra civile. Pilar Gullón y Turriag, Olga Pérez-Monteserín Núñez e Octavia Iglesias Blanco, tutte crocerossine, sono state ricordate da Berkojlio come “tre donne laiche coraggiose”, che, a “imitazione del buon samaritano, curarono i feriti di guerra e furono uccise in odio alla fede”.

Il Santo Padre ha confermato il suo incontro, previsto per il prossimo 1° luglio, con i “principali esponenti delle comunità cristiane in Libano. L’obiettivo sarà “pregare per il dono della pace e della stabilità”, pertanto il Pontefice ha chiesto di pregare affinché “quell’amato paese” possa avere un “futuro più sereno”.

Il Papa ha infine ricordato la ricorrenza della Giornata Mondiale del Sollievo e della Sclerosi Multipla. Esprimendo “riconoscenza” per questo evento, segno di “vicinanza” e “balsamo prezioso per chi soffre nella malattia”.

Luca Marcolivio

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