Paolo Catanzaro: Il falso veggente

Paolo Catanzaro: Il falso veggente
Paolo Catanzaro

Paolo Catanzaro il falso veggente, che recentemente, dopo decine e decine di denunce, le autorità hanno incriminato.
I militari, della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Brindisi, hanno incastrato l’ex veggente, oggi 43enne, che, dopo aver ingannato centinaia di speranzosi fedeli, ha usato le loro generose offerte per cambiare sesso e ricomparire sulla scena come la transgender, showgirl e attrice, Sveva Cardinale.

Ora è accusato/a del reato di associazione a delinquere, finalizzata alla truffa, ma la sua storia, svelata tempo addietro dal programma Le Iene, ha davvero dell’incredibile, in quanto a crudeltà e delicatezza degli argomenti trattati.
Ebbe inizio nel 1990/92 a Uggio (Brindisi) e si è perpetuata per circa 20 anni.
Il diciassettenne Paolo Catanzaro raccontava di essere un mistico e, come tale, di avere carismi spirituali e segni, sulla proprio persona, della Passione di Cristo.

Ai fedeli che accorrevano da lui, mostrava le stimmate e, addirittura, durante le preghiere, segni della corona di spine sulla testa.
Delle ostie apparivano misteriosamente tra le sue mani, distribuiva messaggi ricevuti dalla Madonna, mentre, dalla coroncina che stringeva tra le dita, usciva un olio miracoloso che veniva dato ai malati. Lasciava poi tracce, a mo’ di Sindone, anche sui fazzoletti con cui si asciugava la fronte.
Un piano ben congeniato, quello di Paolo, che attirò ingenui, quanto bisognosi devoti, da ogni parte: si organizzavano anche lunghi viaggi in pullman, pur di assistere alle sue cerimonie.

Centinaia di truffati per fede

Era venerato come un Santo in terra, anche se il Vaticano, sin da subito, si era detto molto scettico sul suo conto, dichiarando di non avere prove sui fatti che accadevano ad Uggio; li ritenevano, pertanto, fuori da un sano cammino di fede.
Ma le persone che cercavano grazie divennero sempre più numerose.
Come raccontano oggi alcuni testimoni, il veggente, ad un certo punto, cominciò a chiedere soldi. Raccontava che sarebbero serviti a costruire croci in tutto in mondo, atte a contrastare ogni calamità e a salvare molte vite.

Fu così che un fruttivendolo (uno dei testimoni che, oggi, vuole rimanere nell’anonimato) decise di mandare a Paolo, ogni mese, circa 3.000 euro. Faceva sacrifici enormi per accumularli, negando addirittura il necessario alla propria famiglia, tanto era convinto delle buone intenzioni del mistico. Nello stesso vortice persuasivo, era caduta anche la moglie, che sperava di ottenere la grazia di rimanere incinta.
Del resto, ogni volta che il dubbio cominciava ad insinuarsi tra i devoti, Paolo era abile e preparato a dare segni tangibili della veridicità di ciò che professava.
Assurda la situazione in cui, all’uomo, venne fatta trovare una rosa bianca sotto al letto, come segno della presenza divina nella sua situazione familiare. Anni dopo si è scoperto che l’aveva messa la stessa moglie: glielo aveva chiesto Paolo, come segno di devozione.
Come mai allora non si accorsero subito dell’inganno? Perché Paolo si era saputo tutelare ben bene: aveva imposto, infatti, ad ognuno dei suoi seguaci di non parlare agli altri dei segni ricevuti.

I credenti drogati e soggiogati

Non solo, dava loro delle gocce guaritrici, da prendere ogni sera.
Si sa adesso che erano a base di sostanze che inducono sonno e rendono chiunque facilmente influenzabile.
Il fruttivendolo/testimone gli credeva al tal punto da pagare il Santo Paolo, perché assorbisse su di se, come capro espiatorio, un tumore al fegato, che, in realtà, nemmeno esisteva!
Gli credette ciecamente, anche quando disse che, per opera dello Spirito Santo, lui, un uomo, avrebbe partorito due gemelli, che avrebbero salvato il mondo.
Trasferiti, poi, immediatamente a Fatima, perché dovevano essere protetti dagli attacchi del maligno che li avrebbe cercati per ucciderli, sarebbero stati il pretesto, per Paolo, per chiedere denaro per il loro mantenimento, testimoniando, addirittura, con foto varie la loro esistenza.

In realtà, le foto mostravano i bambini di un’altra signora, prima complice, poi vittima, dello stesso veggente.
La donna in questione era stata soggiogata, al punto da concedersi ad uomini facoltosi, che Paolo voleva attirare nella sua rete. Un giorno, però, rimase nuovamente incinta e, siccome questo non rientrava nei piani di Paolo -racconta la donna oggi in lacrime- le disse che, il bambino che portava in grembo, sarebbe stato un vegetale, lei una madre egoista, se lo avesse partorito. La Madonna, dunque, le chiedeva di abortire!

L’aborto contribuì, per lo meno, a far sorgere dei dubbi nella donna, che, ancora oggi, rimpiange amaramente l’azione compiuta.
Questi ed altri particolari indussero incertezze: finalmente i seguaci di Uggio cominciarono a parlare tra di loro, aprendo gli occhi, risvegliandosi, come da un sogno/incubo.
Le denunce cominciarono ad arrivare da ogni luogo, mentre il Vaticano, già nel 2015, scomunicava Paolo.

L’epilogo

A più di 20 anni dall’inizio di questa storia, come se i danni e il dolore seminati non fossero stati abbastanza, Paolo Catanzaro si presenta al pubblico come Sveva Cardinale.
Si, ora è una donna, attrice, scrittrice, stilista, intervistata anche dalle Tv nazionali.
E proprio questo suo vezzo ha permesso di smascherarlo/a.
Ecco solo alcuni dei suoi facoltosi accusatori: un farmacista, che ha “devoluto in suo favore tutto il trattamento di fine rapporto lavorativo, pari a 55 milioni di lire, più 550 milioni di vecchie lire, derivanti dalla vendita di un appartamento a Lecce, al quale sono stati aggiunti 120 mila euro dalla vendita della casa della madre, anche lei caduta sotto il controllo psicologico di Catanzaro”; un Ufficiale dell’Aeronautica che, tra il 2005 e il 2015, ha dato al veggente 200mila euro, “ … solitamente consegnato in buste e accompagnato da pacchi di alimentari destinati al gruppo di giovani che circondavano Catanzaro”; una ginecologa, che ha versato 300mila euro, nella speranza di salvare il padre malato.                        Antonella Sanicanti