Tutti lo mangiano, ma pochi ne conoscono il segreto: dietro la nascita del panettone si nasconde la figura di un Pontefice.

Quello che oggi è il re indiscusso delle tavole natalizie è nato da un colpo di genio, un pizzico di distrazione e una “benedizione” papale.
Spesso pensiamo al panettone come a un prodotto puramente commerciale, ma le sue radici affondano nella tradizione cristiana e nella storia vaticana. La ricerca delle sue origini ci porta indietro nel tempo, rivelando un legame inaspettato tra fede e gastronomia.
Panettone: il dolce simbolo del Natale e il suo antico legame con il Papa
Uno dei riferimenti storici ci conduce alla corte di Papa Pio V. Siamo a metà del 1500. Il suo celebre cuoco, Bartolomeo Scappi, creò un originale lievitato con uvetta inserito ufficialmente nel menù del Papa. Sebbene non ci sia una data certa che lo leghi al 25 dicembre, possiamo definirlo un “archetipo” del panettone, rappresentava già l’eccellenza della cucina cristiana rinascimentale.

La leggenda più amata circa l’origine del panettone ci riporta ancora più indietro nel tempo, alla Milano della fine del 1400, precisamente alla corte di Ludovico il Moro. Si narra che proprio durante un sontuoso banchetto della Vigilia di Natale, lo chef ufficiale preparò un budino natalizio, ma che malauguratamente bruciò in forno.
Un umile sguattero, di nome Toni grazie al suo ingegno, decise di riempire quel che restava del budino con gli ingredienti in dispensa: uvetta, zucchero e noci e riuscì così a salvare l’onore della tavola. Il successo fu tale che il duca lo ribattezzò “Pan de Toni”, da cui deriva il nome attuale.
Tuttavia, il panettone per come lo conosciamo oggi, ovvero alto, soffice e a forma di cupola, deve la sua fortuna definitiva a un’intuizione del primo Novecento.
Fu il fornaio milanese Angelo Motta, intorno al 1920, a rivoluzionare la ricetta tradizionale. Ispirandosi alle procedure artigianali più antiche, Motta decise di aggiungere più grassi e di sottoporre l’impasto a una tripla lievitazione di quasi 20 ore, avvolgendolo nel caratteristico pirottino di carta.
È grazie a questo passaggio che quel “pane dolce” nato da un errore in cucina è diventato il re dei dolci, capace di scalare le vette della pasticceria mondiale.
Così la tradizione gastronomica si unisce alla gioia cristiana del Natale, in un connubio perfetto per festeggiare la nascita del nostro Salvatore.






