Il pane è, da sempre, il cibo che accompagna i lunghi viaggi, ne troviamo testimonianza e traccia nei racconti che parlano dei pellegrini di secoli lontani.
Lungo la via Francigena (o Romea), che dal nord Europa portava i pellegrini verso Roma e poi ancora in direzione della Puglia, dove potevano anche imbarcarsi per la Terra Santa, esistevano dei luoghi di ristoro.
Servivano ai pellegrini per riposarsi, durante il loro lungo viaggio, e per rifocillarsi. In molti luoghi di quel percorso, tutt’ora, sono riscontrabili i ruderi di quelle strutture. In tantissime località, poi, la tradizione culinaria ricorda ancora i cibi che si offrivano ai viandanti.
In provincia di Piacenza, ad esempio, sin dal 400, precisamente nella località Ponte dell’Olio, veniva preparato (e lo si prepara tutt’ora) un pane particolare, chiamato “Pane del Bollo”. Era diverso dalle altre pagnotte, perché conteneva, al suo interno, una parte di pasta, su cui era impresso il bollo papale. Il motivo era che la farina con cui veniva fatto era offerta, per lo più, dalla Chiesa, e questo permetteva che il costo di quel pane fosse inferiore.
Il Pane del Bollo si ottiene impastando farina di grano tenero, acqua, lievito naturale e lievito di birra. “Dopo accurato impastamento, la massa viene fatta lievitare per diverse ore. Si riprende l’impasto, si aggiunge altra farina, si mescola bene il tutto e si formano delle pagnotte a filone dal peso di circa 7/8 etti. Si lascia lievitare ancora per qualche ora (2 alzate), poi si cuoce. Il prodotto finito è morbido, saporito e si conserva a lungo”.
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fonte – Paesi del gusto
Antonella Sanicanti
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