Coronavirus: La pandemia è globale, ma Gesù ha vinto il peccato del mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:44

Il Coronavirus all’improvviso ha segnato il processo di globalizzazione al quale tutti noi siamo sottoposti. 

Coronavirus Speranza Affidiamoci Gesù

Con essa, anche una società fondata su libertà e sulla capacità di vivere in armonia. Ma talvolta, anche intrisa della “globalizzazione dell’indifferenza” e della “cultura dello scarto” di cui spesso parla Papa Francesco. Una società, quindi, troppo spesso centrata su egoismo e sulla scarsa considerazione per i deboli. Che rischia di allontanarsi sempre più da una morale e da un’etica comune di stampo cristiano.

Il rispetto della Verità dell’uomo e del Creato

C’è chi sostiene che, sotto molti aspetti, l’emergenza causata dal Coronavirus decreterà la fine di questo modello di sviluppo, insostenibile non solo per il mancato rispetto del Creato, ma anche perché talvolta si tende sempre più a rifiutare la Verità dell’uomo. Che è Gesù, e la legge che ci ha donato come Rivelazione dell’amore di Dio per l’umanità.

Perciò il dato di fatto è che la verità insita nella natura ha le sue regole, che vanno necessariamente rispettate. “La presenza del Covid-19 nel mondo occidentale è il risultato automatico di uno stile di vita e di un modo di produzione che per avidità, fretta, anche ignoranza, ha messo tra parentesi i pericoli che da sempre minacciano l’uomo, il suo corpo e la sua vita”, scrive infatti a proposito lo psicoanalista Claudio Risé.

La prima pandemia globale

Spiegando che oggi stiamo vivendo la “prima vera pandemia globale”. Questa ci mostra che lo sviluppo globalizzato sta purtroppo da tempo camminando in un percorso errato, per questo è necessario che ritrovi la strada indicata dal Signore, e che si torni a credere in Lui come unica salvezza.

“L’uomo non è globale, è locale: se lo stacchi dallo spirito e dalla comunione con la sua terra (il “genius loci” così caro a Jung), perde forze e si ammala; l’arrivo del virus non è un bizzarro incidente, ma un aspetto strutturale di questo tipo di sviluppo”, scrive infatti lo scienziato, spiegando che in mancanza di regole comuni di convivenza fondate sulla Verità non è possibile giungere all’ordine, ma si sfocia solo nel caos e nell’anarchia. Che sappiamo essere governato dal maligno, ma consapevoli che non avrà mai la meglio sul Signore.

Coronavirus - c'è unico rimedio alla pandemia
La pandemia ha messo in discussione la globalizzazione – photo pixabay

Riscoprire Dio con la conversione

È la logica che sfrutta l’uomo e il Creato solo per soddisfare i suoi desideri peccaminosi, e non per il bene del prossimo e del Signore. Che vive secondo una logica di consumi illimitati, che per definizione non potrà mai essere sostenibile. Il Creato infatti ci è stato donato per custodirlo e conservarlo, non per asservirlo ai nostri peccati. Altrimenti, i primi a pagarne le conseguenze saremo noi. A meno che non riscopriamo Dio attraverso la conversione.

“La distruzione di habitat e di biodiversità provocata dall’uomo rompe gli equilibri ecologici in grado di contrastare i microrganismi responsabili di alcune malattie e crea condizioni favorevoli alla loro diffusione. In aggiunta la realizzazione di habitat artificiali o di ambienti poveri di natura e con un’alta densità umana possono ulteriormente facilitare la diffusione di patogeni”, è la spiegazione tecnica delle dinamiche di questo virus terribile.

Cristo ha vinto la morte

I cristiani tuttavia devono restare speranzosi del fatto che solo Cristo ha vinto la morte, e con essa il peccato del mondo. In questo modo Gesù ha dato testimonianza della sua vittoria nella storia. Infatti, come è scritto nella Bibbia: “La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge” (1Corinzi 15, 54-56).

Santissimo Nome di Gesù pandemia
Contro il virus e la pandemia bisogna affidarsi al Signore

Viviamo perciò la nostra vita in Cristo, e affidiamoci ogni giorno alla Sua presenza, consapevoli che in Lui non ci sarà alcun male e non si avrà nulla da temere. “Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (1Corinzi 15, 56-58).

Giovanni Bernardi

Fonte: tempi.it

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