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Palermo furto delle ostie nella Chiesa di San Filippo

 

 

PALERMO – Quaranta agenti della squadra mobile e del commissariato San Lorenzo. Un intero padiglione dello Zen, in via Fausto Coppi, passato al setaccio.

La polizia è a caccia degli autori della rapina ai danni del prete della parrocchia San Filippo Neri. Padre Miguel Pertini, sentito a lungo dagli investigatori, si è detto “amareggiato” per quanto accaduto. In serata, durante la celebrazione della messa, ha speso parole di perdono per suoi aggressori. Amareggiato e sicuro che “non sono state persone che frequentano la parrocchia”. Innanzitutto perché, nonostante fossero travisati con delle sciarpe, è certo di non averli riconosciuti in faccia. E poi perché non conoscevano le abitudini di don Miguel.

Chi frequenta la parrocchia sa che il prete non conserva il denaro delle offerte in chiesa. In qualche modo provvede a depositarlo subito. Se davvero avessero conosciuto le sue abitudini i rapinatori si sarebbero mossi in altra maniera, piuttosto che cercare i soldi in parrocchia. Il furto della pisside, che contiene le ostie, viene al momento ricondotto al tentativo di razziare una delle poche cose ritenute di valore.

E poi c’è quella domanda rivolta a don Miguel prima di colpirlo con un bastone. Volevano i soldi che il prete ha detto di non avere con sé. Diceva la verità. Se n’era liberato il pomeriggio del 26 dicembre dopo due giorni di grande affluenza in chiesa. Circa 800 fedeli hanno preso parte alle celebrazioni eucaristiche. Don Miguel non si dà una spiegazione. Ha raccontato di avere sempre avuto un rapporto aperto con la comunità e non formula ipotesi. Non individua alcun suo gesto che possa avere scatenato una reazione così violenta ed è rammaricato.

Ecco perché si pensa all’ipotesi del gruppo di balordi che ha tentato il colpaccio delle offerte. Il questore Guido Longo ha inviato un massiccio numero di uomini. Hanno scardinato i catenacci di 69 garage alla ricerca della pisside. In un caso hanno trovato alcune dosi di cocaina e un fucile con delle munizioni. Dell’oggetto sacro non c’è traccia e c’è chi non esclude che qualcuno in queste ore possa valutare la possibilità di farlo ritrovare al più presto. Meglio tenere alla larga i poliziotti e cercare di fare calmare le acque.

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