Padre Spadaro: “Papa Francesco un rivoluzionario? Si ma della Misericordia”

Papa Francesco il rivoluzionario della Misericordia
Papa Francesco

Si sente dire spesso da uomini appartenenti alla scena politica internazionale ma anche a uomini interni alla chiesa che papa Francesco è un rivoluzionario, un leader radicale che per idee e comportamenti ricorda un uomo politico della sinistra. L’ultimo ad aver investito il Santo Padre di leader della sinistra italiana è stato Massimo D’Alema durante la presentazione di un libro sulla politica cattolica a Roma. Ma l’ex premier non è il solo che ha indicato nel pontefice le qualità di un politico di sinistra. Questa visione globale del papa fa porre un paio d’interrogativi: in cosa consiste la l’essere rivoluzionario di papa Francesco? Questo essere progressista è in conflitto con la dottrina cattolica?

Per rispondere a queste due domande prendiamo in prestito le parole di Antonio Spadaro, direttore di ‘Civiltà Cattolica‘ che ha recentemente scritto un saggio sulle strategie di papa Francesco, intitolato ‘Il nuovo mondo di Francesco. Come il Vaticano sta cambiando la politica globale‘. In questo saggio si legge come il papa abbia rivoluzionato il concetto stesso di confini geopolitici dell’Europa: “Integrare, dialogare, generare sono i tre verbi che Francesco ha usato per lanciare ‘la sfida di “aggiornare”’ l’idea stessa di Europa alla luce di un ‘nuovo umanesimo’. Tre verbi, tre processi. Questa dinamica inclusiva allarga ‘l’ampiezza dell’anima europea’. Francesco sa che quest’anima nasce dall’incontro di civiltà e di popoli. Sa dunque che l’Europa è ‘più vasta degli attuali confini dell’Unione’: gli oltre cinquecento milioni di europei, rappresentati dai ventotto paesi membri dell’Unione europea, non esauriscono l’Europa, che è chiamata a diventare luogo vitale di ‘nuove sintesi’. Perché l’Europa non è una ‘cosa’, ma un ‘processo’”.

Vista sotto questo punto di vista la politica di integrazione di papa Francesco può essere considerata affine a quello di un partito di sinistra. Nel primo discorso dell’anno i tre verbi sottolineati da Spadaro erano tutti presenti, il Papa ha parlato della migrazione enucleando quelli che a suo avviso sono i principi base per portare al successo dell’accoglienza, permettere integrazione e dialogo tra le varie popolazioni e creare (generare) una società differente ma unita. Ma questa idea sull’immigrazione e l’accoglienza, sebbene sia affine alle politiche di sinistra, è ancora prima un principio alla base della dottrina cattolica in cui accoglienza e dialogo sono pilastri fondanti della religione.

In quest’ultima osservazione rispondiamo anche alla seconda domanda, ma per chiarire ulteriormente vi offriamo un altro estratto del saggio di cui sopra in cui Spadaro invita i fedeli a non meravigliarsi dell’aggettivo rivoluzionario accostato al Papa: “La speranza è quella di aver chiarito in quale senso non debba scandalizzare il ruolo politico incarnato da papa Francesco: esso è in ogni sua parte esplicazione di un compito, della tensione religiosa che deve percorrere la Chiesa. Allo stesso tempo non si deve aver timore a parlare di Bergoglio nei termini di ‘leader rivoluzionario’, perché ‘rivoluzionario’ è colui che porta nel mondo la logica della misericordia”.