Padre prego con la bocca ma non con il cuore, cosa devo fare?

Un fedele insicuro ha chiesto a Padre Andrea Gasparino di sciogliere alcuni dubbi che lo assillano quotidianamente. L’uomo dice al sacerdote che prega ogni giorno, ma che ci sono volte che quelle parole gli sembrano vuote. Così Padre Gasparino gli dice: “Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare? Paolo VI nell’enciclica “Marialis Cultus” (n.47) ha detto: “Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima”, un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, “in questo mistero cosa devo decidere?” e Lei ti illuminerà di sicuro”.

Il sacerdote ha compreso che il fedele non recitava il rosario con la dovuta intensione (errore che commettono in molti) quindi gli ha spiegato in che modo deve affrontare la preghiera affinché abbia un reale significato. Infine sottolinea che “La preghiera dell’ascolto deve cambiarci”. A questa frase un altro fedele si sente chiamato in causa e spiega al parroco che quando prega non riesce ad ascoltare Dio, a conversare con Lui. Il fedele ha posto un quesito pregnante, dato che il silenzio di Dio è una delle prove più dure da affrontare per il fedele, ed anche in questo caso Padre Gasparino riesce a dare un consiglio importante: “E’ più facile parlare con Dio che ascoltarlo, ma ricordati che non è più importante quello che dici tu a Dio perché Lui lo sa; al contrario è importante quello che Lui ha da dirti. Ogni volta che preghi; fa’ una pausa di silenzio prolungata per metterti alla presenza di Dio. Pensalo presente in te nella SS. Trinità e chiediGli: ‘Signore cosa hai da dirmi oggi?’ Aiutati molto con la parola di Dio, il Vangelo. Chiedi ad esempio: ‘Cosa hai da dirmi oggi sulla mia carità, sui miei doveri o sul mio modo di accostarmi alla S. Eucaristia?’ Se non hai la risposta subito, ricorda che il Signore parla sempre con un piccolo velo perché noi abbiamo bisogno di attesa, di fede, di umiltà. Non allarmarti se non senti risposta subitanea alle tua insistenza; la tua domanda deve essere schietta; poi la risposta ti verrà magari in piena giornata. Fai esercizio di ascolto”.

Un ultimo fedele chiede al Sacerdote se sia corretto raccomandare le altre persone a Dio nominandole e spiegando uno ad uno i loro problemi. Padre Gasparino comprende che il fedele si sente in difetto per questa abitudine e lo rassicura: “Non preoccuparti di questo perché Dio non ha bisogno di informazioni, ma è bello che tu ti concentri ad implorare lo Spirito Santo sulle singole persone perché Lui possa agire in loro e portarle là dove van portate. E’ utile che quando preghi per una persona in particolare, vada al pratico: ‘Fammi capire cosa posso fare io per quella persona’. Ecco che la preghiera diventa costruttiva perché ti rimbocchi le maniche e aiuti quella persona. E’ facile aiutare qualcuno con le parole, ma non con i fatti o col comportamento”.